26 – 27 Ottobre 2013 i colori dell’autunno, Parco Nazionale Foreste Casentinesi

Parco Nazionale Foreste Casentinesi.

IL COLORE DELL’AUTUNNO

Pochi parchi europei possiedono la stessa magia forestale: un vero santuario di alberi e di boschi, di faggi, abeti bianchi, aceri, accompagnati anche da specie rare come il tasso, abbarbicato sulle rocce o localizzato nei recessi più remoti. Sono le Foreste Casentinesi, territorio dal sapore antico, dal fascino millenario che non si è mai sopito. Il parco Nazionale delle Foreste Casentinesi trova nei boschi di faggio la sua apoteosi: dove la natura offre mille colori e ospita – perché no – gli gnomi, le fate ed i folletti.

TUTTI I DETTAGLI NEL PDF SFOGLIABILE E SCARICABILE

Focus del corso

Questo è un corso ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e diaframmi e sa esporre correttamente leggendo un istogramma e desidera approfondire la tecnica e il linguaggio fotografico.

  • I colori dell’autunno, la fotografia di paesaggio
  • il linguaggio fotografico, raccontare il magico mondo della foresta
  • uso del flash come luce di schiarita con il grandangolare
Programma

SABATO 26 OTTOBRE

- Ore 8,30 arrivo dei partecipanti presso L’albergo

Forcelli località Valgiana, Bagno di Romagna.

- Ritiro del pranzo al sacco, introduzione al corso e

partenza per l’escursione fotografica. All’imbrunire affronteremo l’open flash.

-Cena

DOMENICA 27 OTTOBRE

- ore 7 colazione, introduzione ai temi della giornata e partenza per l’escursione fotografica.

-Rientro dei partecipanti dopo il tramonto.

Attrezzatura base consigliata:

- Macchina digitale reflex o compatta dove sia possibile esercitare i controlli manualmente.

- Cavalletto

- Abbigliamento idoneo

- Scarpe da trekking

Docenti:

Fabio Liverani

Partner
Nikon School

Partner tecnico

Quota di partecipazione:

Costo del corso per 2 giorni 240 euro

MInimo 6 massimo 12 partecipanti

Scadenza prenotazioni:

Entro 15gg dalla data del corso.

Cosa comprende:

  • - Corso avanzato di fotografia- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo specifica.-Pernottamento, cena, colazione e pranzi al sacco.-Pernotto in Albergo

Non comprende:

  • Bevande e extra
  • Trasferimento al punto di partenza del programma e trasferimenti locali
  • Tutto ciò che non è citato in “comprende”

INFO e ISCRIZIONI

Organizzazione tecnica

Associazione culturale Viaterrea

http://www.viaterrea.it/

 

 

Dal 27 al 28 Luglio 2013 Workshop “FLOWER POWER” apoteosi delle fioriture e del paesaggio, monti della Sibilla

Parco Nazionale Monti Sibillini

FLOWER POWER!

Castelluccio di Norcia, apoteosi delle fioriture E’ l’altopiano della lenticchia: in realtà i colori sono tutti dovuti ad “erbacce”, agronomicamente inutili ma bellissime.

Focus del corso

Questo è un corso ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e diaframmi e sa esporre correttamente leggendo un istogramma e desidera approfondire la tecnica e il linguaggio fotografico, in modo particolare ci
dedicheremo al paesaggio

  • il linguaggio fotografico, raccontare il paesaggio
  • tecniche paesaggistiche, macro, reportage

TUTTI I DETTAGLI NEL PDF SFOGLIABILE E SCARICABILE:

 

Attrezzatura base consigliata:

- Macchina digitale reflex o compatta dove sia possibile esercitare i controlli manualmente.

- Cavalletto

- Abbigliamento idoneo

- Scarpe da trekking

Docenti:

Fabio Liverani

Partner tecnico

Quota di partecipazione:

Costo del corso per 2 giorni 260 euro

MInimo 6 massimo 12 partecipanti

Scadenza prenotazioni:

Entro 15gg dalla data del corso.

Cosa comprende:

  • - Corso avanzato di fotografia- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo.
  • Cena, pranzi, pernotto in Agriturismo

Non comprende:

  • Bevande e extra
  • Trasferimento al punto di partenza del programma e trasferimenti locali
  • Tutto ciò che non è citato in “comprende”

INFO e ISCRIZIONI

 

Organizzazione tecnica

Associazione culturale Viaterrea

http://www.viaterrea.it/

 

 

Dal 21 al 25 Giugno 2013 – Short trip a Budapest

A zonzo per la città per realizzare “street photography”, la fotografia con la F maiuscola,
l’uomo al centro dell’uomo nel suo ambiente. la grande fotografia è nata per strada e di strada
si nutre, noi novelli Jack Kerouak cercheremo di raccontarla in una delle capitali più belle
d’Europa.
Street e non solo, cammina cammina parleremo di composizione e linguaggio fotografico,
fino a rilassarci, non senza cogliere qualche scatto, nelle terme fra le più belle del mondo…
un viaggio breve, intenso, adatto a tutti coloro che hanno voglia di camminare e imparare
il genere fotografico più nobile, lontano anni luce dalle cartoline illustrate, dalle fotografie
quasi naturalistche allo zoo, e dalle foto-porcherie eseguite con il software.
Sulla strada quello che conta è non cadere nella mistificazione. La strada è fotografia anarchica,
è “il vero” mentre accade. E’ la gente comune, è la storia scritta con la luce dai non vincitori,
è la fotografia dei non cerimoniali. Sulla strada il fotografo saccheggia e fissa una realtà,
attraverso la macchina fotografica, fissando un istante che esprime la menzogna della realtà
stessa.
“Propaganda politica, dottrina religiosa, potere, vengono sbeffeggiati dalla strada; cortili,
vicoli, metropolitane, periferie, ma anche centri storici, dovunque si possa cogliere l’uomo al
di fuori della messa in scena mediatica si può cogliere l’uomo stesso e ritrovare in un istante
fissato nel tempo l’amore dell’uomo per l’uomo” (Pino Bertelli). Questa è Street, o meglio:
“la stradale”!

by Photofarm

Focus del viaggio

Questo è un “short trip” ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, anche solo elementari, e per chi ha già confidenza con la tecnica e desidera approfondire il linguaggio fotografico tipico della street. Un ottima occasione anche per approfondire la composizione.

TUTTI I DETTAGLI NEL PDF si consiglia di consultaro!:


 

Temi trattati
- street
- composizione e linguaggio fotografico

Programma di massima

Venerdi 21 giugno.
Partenza da Bergamo 8: 35 Arrivo a Budapest ore 10: 10
Sistemazione in appartamento
Briefing e introduzione alla street, riprese fotografiche nella città: esercizi pratici di
composizione.
Sabato 22 giugno
Riprese fotografiche nel centro storico
Domenica 23 giugno
Riprese fotografiche presso Piazza degli Eroi, Parco Municipale e vie della città
Lunedi 24 giugno
Riprese fotografiche presso Isola Margherita.
pomeriggio terme: relax, esercizi di composizione e linguaggio fotografico.
Martedi 25 giugno
Mattina libera
Partenza da Budapest ore 14: 05
Arrivo a Bergamo ore 15: 40

 

 

Attrezzatura consigliata
- fotocamera di qualsiasi genere
-ottiche dal grandangolare al medio tele,  ideali gli  zoom (su full frame 14 -24;  24-70;  80-200)
- un flash è utile
- cavalletto compatto da viaggio
- abbigliamento comodo e fresco ,
- scarpe MOLTO comode
- Asciugamano, ciabatte, cuffia e costume  per le
Terme.

Quota di partecipazione

Quota partecipante 540, 00 euro
suppl. bagaglio da stivare (15kg) euro 30, 00
Minimo 5 massimo 8 partecipanti fotografi
quota accompagnatori non fotografi euro 450, 00

 

La quota comprende

La quota comprende :
-Corso di fotografia e fotografo professionista
-Sistemazione in appartamento con cucina e camera
doppia
- Volo Ryanair solo bagaglio a mano con partenza
da Bergamo
-Assicurazione medico – bagaglio
-trasferimenti da e per aeroporto

La quota non comprende

-Pranzi, cene e colazioni
-Mance ed extra di carattere personale
-ingresso alle Terme ( 9:00 – 18:00 euro 9, 00)
-Tutto quanto non incluso alla voce “La Quota
comprende”

Organizzazione tecnica:

NUOVA MENTE VIAGGI Via Roma 41 – 28041 Arona (NO) – ITALY
Tel. +39 0322 248892 – Fax +39 0322 236787
e-mail info@nuovamenteviaggi.it – www.nuovamenteviaggi.it
NuovaMente Viaggi  S.n.c.
P.Iva 02121750034 Aut. N. 3/08 della Città di Arona del 24/04/08 e
Det. Dir. 1648/2008 della prov. di Novara del 16/04/08
-Polizza Mondial Assistance N. 1734

 

info fotografiche
Fabio Liverani
fabio@photofarm.it
www.photofarm.it
cel. 347 9425616

prenotazioni e iscrizioni
Nuova Mente Viaggi
info@nuovamenteviaggi.it
Tel. +39 0322 248892

13 – 14 aprile 2013 il grande fiume racconta… Parco regionale Delta del Po

Le terre del Po, fatte di terra grassa
fra il grande fiume e l’Appennino,
nebbia densa e gelata le opprime d’inverno,
d’estate un sole spietato picchia sui cervelli della gente.
Il grande fiume raccoglie, ogni giorno, sulle rive della bassa padana,
nuove favole vere che la corrente porta al mare come foglie morte,
disperdendole nei dedali del suo delta…

DETTAGLI NEL PDF SFOGLIABILE ON LINE E SCARICABILE:

Focus del corso

Questo è un corso ideale per chi è già in possesso
delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e
diaframmi e sa esporre correttamente leggendo un
istogramma e desidera approfondire la tecnica e il
linguaggio fotografico, l’uso del tele obbiettivo, la
fotografia agli uccelli e al paesaggio

Partner tecnico

Quota di partecipazione:

Costo del corso 275, 00 euro
suppl. camera singola 10, 00 euro (se diponibile)
MInimo 6 massimo 14 partecipanti
quota accompagnatori non fotografi euro 175, 00
info iscrizioni:
Fabio Liverani
fabio@photofarm.it
www.photofarm.it
cel. 347 9425616

Scadenza prenotazioni:

Entro 15gg dalla data del corso.

Cosa comprende:

  • - Corso avanzato di fotografia- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo specifica.-Pernottamento, cena, colazione Pernotto in Albergo

Non comprende:

  • Bevande e extra
  • Trasferimento al punto di partenza del programma e trasferimenti locali
  • Tutto ciò che non è citato in “comprende”

INFO e ISCRIZIONI

 

 

 

Corso Base di fotografia digitale (Faenza) Ogni martedì e giovedì dal 15 gennaio al 14 febbraio 2013

Corso BASE di fotografia digitale a Faenza

iin collaborazione con:

SCUOLA DI DISEGNO MINARDI, FAENZA (http://scuolaminardi.racine.ra.it/)

FOCUS DEL CORSO
Questo è un corso ideale per chi desidera imparare a fotografare e non ha particolari conoscenze tecniche. il  corso partirà dalle nozioni  elementari fino  ad arrivare all’impiego di uno o più  flash. Saranno trattati inoltre il linguaggio fotografico, la composizione e la lettura dell’immagine.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Costo del corso per 10 lezioni
euro:  190, 00

Lezioni, orari e tutti i dettagli nel pdf sfogliabile on line e scaricabile:

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Didattica fotografica

Di Fabio Liverani

Alla domanda: “Padre insegnami a fotografare”, George Rodger risponde: “Penso che nessuno potrà indicarti in che modo agire, a parte raccomandarti di essere onesto con te stesso. Certamente, non puoi interpretare cosa vedi nel mirino senza avere la giusta conoscenza di cosa si tratta. Devi sentire una certa affinità verso quel che fotografi. Devi esserne parte ed al tempo stesso rimanere sufficientemente distante e guardarlo in modo obiettivo. [...] Purtroppo non esiste formula per acquisire questa “conoscenza – a – memoria”, questa comprensione. È qualcosa che nascerà spontaneamente dal profondo di te stesso” (dal web).

Troviamo come cappello ad un testo sul web riferito alla didattica fotografica le parole sopra citate del noto fotografo George Rodger (fotoreporter inglese; Hale, 19 marzo 1908 – Ashford, 24 luglio 1995), in buona fede pensiamo ad una mala traduzione, o ad una estrapolazione sintetica che elude e cambia il significato della lettera nel suo insieme, insomma ci vogliono far credere che insegnare la fotografia non sia poi tanto possibile… ma, prendiamo spunto da questa frase.

La sensibilità non si può insegnare, di italo Calvino ce n’è uno, di Umberto Eco pure, quindi se non hanno particolari doti innate non mandate i vostri figli a scuola! A che gli serve imparare la grammatica, i vocaboli, la storia? Tanto quel conta non si può insegnare… La grammatica? A che ti serve? Tanto non sarai mai un Galeano!

Cari amici che vi adoperate in impegnative letture, che spendete in costose attrezzature, che passate molte serate a pensare alla fotografia, diventerete mai dei Salgado? Dei Lanting o dei Mc Curry? Probabilmente no! Tantomeno seguendo la cultura di quest’ultimo ventennio sul “diventare” subito, ottenere nell’immediato, sulla gloria senza fatiche e costi.

Certo, no… ma… eh già c’è un “MA” grande come un palazzo! Studiare ed approfondire il linguaggio fotografico, anche la semplice regola dei terzi, la tecnica e la comunicazione dell’immagine ci fa crescere! Ci sono cose che non si possono insegnare ma ce ne sono altrettante e forse più che si possono insegnare eccome, si possono apprendere e mettere in pratica in un processo didattico. Anche se non diventeremo scrittori che passano alla storia della letteratura è importante, importantissimo saper leggere e scrivere bene, su questo siamo, credo, tutti d’accordo.

Allora perché da consumatori di immagini, e badate bene, tutti, e dico tutti, siamo consumatori di immagini, bersagliati tutti i giorni, dal cinema alla tv, dalla pubblicità ai manifesti, dall’informazione al divertimento. Perché non conoscere i processi comunicativi, le regole compositive, i meccanismi che le regolano, non solo, le nostre immagini ne trarranno un enorme beneficio ma impareremo anche a decodificare la comunicazione e ad impiegarla meglio nelle nostre fotografie e nelle immagini che “consumiamo” oltre che poter criticare costruttivamente cosa può esser utile per noi o inutile, falso o reale.

Si può fare didattica fotografica, si può imparare a comporre bene, si può imparare a cogliere dettagli e si può imparare a vedere fotograficamente, se non diventeremo dei BIG della fotografia poco importa, almeno sapremo come comunicare correttamente con le nostre opere e magari se abbiamo avuto in sorte una piccola dose della sensibilità del grande George magari nel nostro panorama fotografico qualcosa potremmo dire anche noi, e con cognizione di causa!

Tornando al testo di Rodger, alla domanda “insegnami a fotografare” si rivela quello che è sempre stato fin dall’inizio un’accesa discussione fra filosofi, pittori e fotografi, tecnicismo ed arte. Perché in effetti la fotografia è probabilmente la forma espressiva dove la parte tecnica può essere rilevante nella consecuzione di un obbiettivo, di un’idea che arriva dalla nostra sensibilità artistica. Certo ci sono gli estremi tecnicisti che oggi giorno vediamo in forum, bacheche e discussioni, quali, sinceramente io aborro, prima viene la fotografia, l’arte, la visione, poi la tecnica per risolvere il pensiero. È chiaro che chi inizia e chiede insegnamento dovrà essenzialmente conoscere un minimo di tecnica per poi trasporre le sue idee, quindi un buon “maestro” sa che dovrà lavorare su i due aspetti: crescere la sensibilità artistica e risolvere i problemi che questa crea a livello tecnico, da qui nasce veramente il punto di cui discute il “Maestro” Rodger.

15 luglio 1970

Mio caro Jonathan,

Ho appena ricevuto la tua interessante lettera e ti ringrazio per avermi inviato alcune copie delle tue prime fotografie. Mi è piaciuta specialmente quella che hai fatto a Stonehenge in cui hai ripreso, invece delle pietre stesse, la loro ombra sul suolo. È alquanto difficile rispondere alle domande che mi poni, ma farò del mio meglio e se non comprenderai subito, ciò accadrà un poco più tardi. La tua prima domanda è senz’altro la principale e credo che rispondendo ad essa lo faccia anche per tutte le altre. Tu chiedi: – Che cosa devo fare per diventare un fotografo come te? – Se tu non avessi aggiunto quel “come te” in fondo alla frase, la risposta sarebbe stata per me molto più semplice. Come si può spiegare qualcosa di non tecnico, di non tangibile e che viene da dentro?

In realtà, avevo comprato un libro, scritto per fotografi principianti, che avrei voluto donarti per il tuo compleanno. Nella prima pagina dice che la luce viaggia ad una velocità di 186.000 miglia al secondo e nell’ultima pagina dice che un’altra parte dell’apparecchio non ancora analizzata è il mirino. Così, poiché vuoi diventare un fotografo come me, non ti regalerò questo libro per il tuo compleanno. Non lo condivido affatto. Non potrei preoccuparmi meno del fatto che la luce viaggi a 186 miglia al secondo o all’ora o al giorno. È davvero irrilevante. Ma invece sono convinto che il non ancora analizzato mirino è tutto ciò che c’è d’importante. Naturalmente, quando si è davvero all’inizio, bisogna imparare qualche regoletta tecnica. Lo devi fare, se vorrai esprimerti esteticamente attraverso mezzi e strumenti puramente meccanici (il fuoco, il diaframma, la velocità, etc. etc.). Ma questi dovranno diventare in fretta dei riflessi condizionati e poi dimenticati. Essi dovranno diventare per te istintivi come l’aprire la bocca per mordere una mela.

Poi, una volta stabilito questo automatismo, potrai concentrarti su quello che vedi nel mirino perché è attraverso il mirino che tu stabilisci il legame tra la realtà e la tua interpretazione di esso. Ricordalo. Qualunque cosa tu vedi sul vetro smerigliato della tua Rolleiflex è realtà.

La fotografia è ciò che tu fai di essa. Ciò che vedi nel mirino può essere brutto. Il tuo cuore può resistere appena all’orrore di ciò che vedi o i tuoi occhi annebbiarsi per la pietà e per la vergogna. Ma è tutta realtà e tu devi sapere cosa farne. Credo che nessuno saprebbe consigliarti come imparare ad usare la realtà, tranne dicendoti di essere sempre onesto verso te stesso, ma ciò è piuttosto vago. Certamente non puoi interpretare ciò che vedi nel tuo mirino e non puoi farne una buona fotografia, senza averlo prima compreso. Devi riuscire a provare una certa affinità con quello che stai fotografando; devi essere una parte di esso e nello stesso tempo restarne sufficientemente distaccato per poterlo vedere obiettivamente. Come guardare uno spettacolo dal mezzo del pubblico ma subito partecipandovi col cuore. Sfortunatamente non c’è nessuna formula per questo tipo di “partecipazione”. È qualcosa che viene dall’interno. Ma puoi esercitarti in questa direzione. Dipende molto dalla tua propria personale conoscenza del mondo e dalla tua abilità a percepire ed accettare come l’altra gente ci vive. Non andresti mai molto lontano volando in jet a destra e a sinistra, tenendo un costoso apparecchio appeso al collo come un rosario, e pretendendo che il mondo non si muova intanto che tu cerchi qualche elusiva verità. Ma monta piuttosto su una vecchia auto che sia garantita per rompersi ogni qualche centinaia di chilometri e guarda come va a finire. Qualcuno ha detto che maggiori saranno le tue difficoltà, migliore sarai te stesso.

Hai mai osservato un camaleonte? È una specie di lucertola che cambia i suoi colori accordandoli a quelli dell’ambiente: è verde nell’erba, marrone su un tronco, rosso pallido sulla latterite. È un metodo molto utile che potresti cercare di imitare. Non intendo dire che dovresti diventare color caffè nel Vizagatapam o completamente nero nel Bangassu, ma voglio dire che dovresti trovare quella certa attitudine per non apparire bianco in nessuno dei due posti. Ogni nazione, razza o tribù ha la sua morale, il suo orgoglio e la sua dignità, le sue regole e le sue abitudini e molto differenti le une dalle altre. E tu devi accettare queste cose e più le conosci e meglio è. Sviluppa il tuo metodo di camaleonte fino a saperti mescolare in tutti gli ambienti e sentirti veramente a casa tua sia nella capanna di un beduino che a palazzo reale. Impara le lingue, non solo quelle europee, ma arabo, swahili, urdu; ricorda di non avere mai fretta ad est di Suez o tutti rideranno di te. Impara a mangiare con le bacchette o con le dita, senza, per amore di Allah, usare la mano sinistra.

E ovunque ti trovi, evita i trucchi. Una buona fotografia è basata sulla verità e sull’integrità.

Il trucco è solo un mezzo da poveri uomini per giustificare la loro mancanza di talento, la loro incapacità a comporre una foto senza artifici. Fa che la composizione della tua immagine sia onesta, pura, forte e ben definita. È una questione di disegno e meno complicato esso è, più piacevole risulterà all’occhio. E credo che questo sia tutto ciò che posso dirti al momento. È così che io la vedo e la penso e non dico di avere necessariamente ragione. Ma rifletti su tutto ciò e non avere troppa fretta. Mi ci sono voluti più di trent’anni per comprendere e chiarirmi le cose; non mi aspetto che tu le digerisca in mezz’ora. Ma, per cortesia, non scrivermi la settimana prossima dicendomi che ciò che veramente vuoi fare, terminata la scuola, è il pilota di caccia-bombardiere.

Tuo affezionatissimo padre.

Lettera che Rodger scrisse a suo figlio Jonathan il 15 Luglio del 1970. Era chiaro che il figlio volesse seguire le orme del padre, noto fotografo e fondatore con Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Maria Eisner e Rita Vandivert dell’agenzia Magnum Photos.

Dal 2 OTTOBRE 2012 Corso base di fotografia digitale a Faenza (Ra)

Corso base di fotografia digitale

Scuola di disegno T. Minardi Faenza, in collaborazione con M.I.C (Museo Internazionale delle Ceramiche)

Focus del corso
Questo è un corso ideale per chi desidera imparare a fotografare e non ha particolari conoscenze tecniche.
il corso partirà dalle nozioni elementari fino ad arrivare alle tecniche più avanzate come l’impiego di uno o più flash e della luce continua. Saranno trattati inoltre il linguaggio fotografico, la composizione e la lettura dell’immagine.

Attrezzatura base consigliata:

  • Macchina fotografica reflex.
  • Compatta con possibilità di gestione manuale

Programma

MARTEDI 2 – 10
Fotocamere: come funzionano, i modelli, tempi e
diaframmi e principali funzioni. Settagi. Tipi di file
fotografici.

GIOVEDI 4 – 10
La coretta esposizione, leggere l’istogramma, la
sensibilità del sensore. Ottiche.

MARTEDI 9 – 10
Il bilanciamento del bianco, il colore della luce,
composizione.

GIOVEDI 11 – 10
Prove pratiche in aula.

MARTEDI 16 – 10
Visione delle immagini, commento e principi di
composizione

GIOVGEDI 18 – 10
Il flash, luce di riempimento, ambiente flash, flash
in manuale e in t.t.l.

MARTEDI 23 – 10
Principi di post produzione, ottimizzare un file raw.

GIOVEDI 25 – 10
Il Linguaggio fotografico e ripasso degli argomenti
in base alle necessità del gruppo.

MARTEDI 30 – 10
Uscita pratica nel centro di Faenza.

MARTEDI 6 – 11
Visione delle immagini, commenti, lettura
dell’immagine fotografica. Chiusura corso.

IL PROGRAMMA POTRÀ SUBIRE VARIAZIONI IN BASE ALLE ESIGENZE DEL GRUPPO

Docenti:

Fabio Liverani

Partner
Nikon School

Partner tecnico

Quota di partecipazione:

Costo del corso per 10 lezioni euro: 190, 00

Scadenza prenotazioni:

Entro 10gg dalla data del corso.
Superata la data di scadenza la quota può subire variazioni di prezzo.

Cosa comprende:

- Corso di fotografia
- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo. lastolite, Nikon
- Dispensa
-utilizzo di luci e atrezzature durante le lezioni e le uscite

Lezioni:

- Scuola di disegno T. Minardi, Via Ughi, 3 Faenza
- dalle 20, 30 alle 22, 30 martedì e giovedì

 

INFO e ISCRIZIONI

Fabio Liverani

fabio@photofarm.it

tel 0547 1902145 cel. 347 9425616

 

 

 

Dal 8 al 14 Luglio 2012 Matera i Sassi e i falchi. Reportage geografico naturalistico

Viaggio fotografico a Matera, una delle città più affascinanti del mondo, con una colonia di falchi grillai di oltre 1.000 coppie, unica in Europa, patrimonio dell’umanità UNESCO vanta gli affreschi più antichi del mezzogiorno…

8 /14 Luglio  2012

Pensione completa in bed and breakfast fra i Sassi, pranzi e cene in ristoranti tipici alla scoperta dei meravigliosi prodotti enogastronomici locali.

Matera (Matàhr in dialetto materano), è un comune di 60.392 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e seconda città della Basilicata. La città è nota in tutto il mondo per gli storici rioni Sassi, riconosciuti nel 1993 Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO (primo sito dell’Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento).
Un unicità europea di Matera, soggetto del nostro workshop, è la colonia di falchi grillai, Falco naumanni che con circa mille coppie nidifica nei famosi Sassi. Non esiste un’altra colonia di rapaci in nessun centro storico d’Europa, i falchi volano sopra Matera, nidificano sotto i coppi, dietro i monumenti in un connubio strabiliante fra natura, architettura, storia e antropologia.
Le chiese rupestri vantano gli affreschi più antichi del mezzogiorno italiano.

Docenti: Fabio Liverani

Focus del corso

Questo e un corso ideale per chi e gia in possesso delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e diaframmi e sa esporre correttamente leggendo un istogramma.

Scopo principale del workshop è la realizzazione da parte dei partecipanti di un reportage geografico naturalisstico completo, un racconto fotografico in stile giornalistico, che comprenda le peculiarità di una delle città più affascinati del mondo: Matera.

TEMI TRATTATI
-Teleobbiettivo.
-Street e reportage.
-Radiocomando.
-Reportage geografico naturalistico.

Programma di viaggio

Domenica 8 luglio
Ore 15 – 18 arrivo dei partecipanti briefing, sistemazione nelle camere. Cena.
ESCURSIONI FOTOGRAFICHE
Le escursioni fotografiche nello specifico e nel dattaglio saranno organizzate e stabilite in loco in base alle condizioni metereologiche e di luce presenti e sopratutto in base alle esigenze del gruppo.
Decideremo insieme quando privilegiare i falchi, i paesaggi, le chiese rupestri ecc. in base allo svilupparsi delle riprese stesse e naturalmente in base al movimento e alla reperibilità dei vari sogetti di maggior interesse.
Sabato 14 luglio
escursione, pranzo , chiusura del workshop, partenza degli ospiti.

Attrezzatura consigliata

Macchina digitale reflex.
- Flash.
- Ottiche normali, grandangolari , tele.
- Abbigliamento idoneo per un ambiente molto caldo, si raccomanda un beretto e crema solare.
- Scarpe comode.
- Zaino, borraccia indispensabile.

Partner tecnici

 

Quota di partecipazione

EURO 1.120, 00

La quota comprende:

Sistemazione in B. & B. in camera doppia o tripla con servizi – Pernottamento  pranzo cena colazione.

Assistenza fotografica – Materiale fotografico e accessori in prova– Assicurazione medico/bagaglio .

La quota non comprende:Trasferimenti da e per Matera. Eventuali spostamenti locali in auto o mezzi pubblici.

Bevande, mance ed extra in genere.

Ingressi a chiese rupestri e musei.

Tutto quanto non espressamente indicato in “La quota comprende”.

INFO e ISCRIZIONI

Organizzazione tecnica

Travel Zone di Fucchi Brunella
Viale Matteotti  265
47523 Cesena - Italy
Tel. 0547 603014  Info@travelzone.it

Dal 9 al 10 Giugno 2012 Workshop Tritoni, lo stagno. Corso avanzato macro

Tritoni, lo stagno e l’uso delle vaschette. Corso avanzato macro

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Una delle tipologie di riprese naturalistiche più contestate, discusse e delicate è quella dello spostare momentaneamente una specie dal suo habitat per inserirla in un contesto di terrario o acquario per realizzare riprese diversamente impossibili o quasi… Pensate al magico micro-mondo dello stagno con acque torbidissime con fondali bassi e fangosi, come si possono effettuare riprese delle fasi salienti dei suoi abitanti, come ad esempio gli anfibi aplicando queste strategie?

In questo Workshop inpareremo ad impiegare le “vaschette” senza arrecare danno alle specie o all’habitat, lavorando direttamente sulle sponde dello stagno.

Focus del corso

Questo è un corso ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e diaframmi e sa esporre correttamente leggendo un istogramma, ha un minimo di pratica nell’uso del flash e desidera approfondire la tecnica della macrofotografia, nello specifico quella agli anfibi, in particolare alle riprese “subaquee” ricostruendo un habitat in apposite “vaschette”.

  • Fotografia macro specialistica
  • riprodurre un habitat
  • uso dei flash, ripresa multi flash
Programma

VENERDI 3 GIUGNO

Chi proviene da lontano e desidera il pernotto del venerdi supplemento euro 32,00 colazione del sabato compresa

SABATO 4 GIUGNO

- Ore 8,30 arrivo dei partecipanti presso rifugio Asqua, Camaldoli – Ritiro del pranzo al sacco, introduzione al corso e partenza per l’escursione fotografica dedicata alla macrofotgrafia naturalistica generica.

-Cena

-Visione delle immagini e discussione delle stesse

DOMENICA 5 GIUGNO

- ore 8 colazione, introduzione ai temi della giornata e partenza per la giornata dedicata interamente alle vaschette.

-Rientro dei partecipanti all tramonto.

Partenza degli ospiti, cena (non inclusa per chi desidera fermarsi).

Attrezzatura base consigliata:

- Macchina digitale reflex ottica macro o equivalente
- Flash
- Cavalletto
- Abbigliamento idoneo
- Scarpe da trekking

Docenti:

Fabio Liverani

Partner
Nikon School

Partner tecnico

Quota di partecipazione:

Costo del corso per 2 giorni 215, 00 euro

MInimo 6 massimo 10 partecipanti

Scadenza prenotazioni:

Entro 15gg dalla data del corso.
Superata la data di scadenza la quota può subire variazioni di prezzo.

Cosa comprende:

- Corso avanzato di fotografia- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo specifica.
- prova ottiche Nikon (macro 105 mm. -60 mm.
- Pernottamento, cena acqua e vino comprese, colazione pranzo al sacco.
- Pernotto in Rifugio

Non comprende:

- Pranzi, bevande e extra
- Trasferimento al punto di partenza del programma e trasferimenti locali
- Tutto ciò che non è citato in “comprende”

INFO e ISCRIZIONI

Organizzazione tecnica

Associazione culturale Viaterrea

http://www.viaterrea.it/

 

 

Carlo linneo, precursore

Carlo Linneo
Non un biololgo, ma il più grande classificatore di tutti i tempi

testo di Sandro Bassi

«Strisciante, vile, trascurata, essa ben si adatta a colui di cui porta il nome»

(Carlo Linneo, 1753, a proposito di Linnea borealis, pianta a lui dedicata)

A voler mettere Linneo tra i precursori – si dirà – ci si indovina sempre, tra gli acquariofili come tra i malacologi, tra gli entomologi come, in defintiva, tra chiunque si occupi di scienze biologiche. Sì perché, nonostante fosse un creazionista (non sappiamo quanto convinto, di certo devono aver pesato in lui ragioni confessionali), nonostante il suo concetto di specie non corrisponda più a quello attuale, nonostante abbia appoggiato la teoria – oggi per noi inammissibile, ma provate a calarvi nell’epoca di Linneo – di una natura stazionaria e popolata di «tipi immutabili», nonostante tutto, a lui va riconosciuto il merito di aver gettato le basi della moderna classificazione sistematica, di tutti gli esseri viventi.

Linneo non è solo il padre del concetto di specie (sia pure con le riserve di cui sopra); è il primo vero «ordinatore» del fino allora intricatissimo mondo degli esseri vegetali e animali. Introducendo il concetto di «sistema sessuale», mediante il quale le piante potevano essere classificate metodicamente, a seconda dei caratteri degli organi riproduttivi contenuti nei fiori – caratteri che Linneo riteva più stabili, più distintivi, più precisi di altri come la forma delle foglie o i colori, quindi più utili per il riconoscimento – il nostro scienziato operò una vera rivoluzione nomenclaturale, che incontrò non pochi oppositori ma che vinse e rimane ancor oggi valida: per essere indentificati, gli esseri viventi (l’intuizione linneana operata sulle piante vale ovviamente anche per gli animali e lo stesso Linneo così la applicò) non avrebbero più avuto bisogno di una lunga e farraginosa descrizione morfologica, ma di una denominazione doppia, in latino – lingua super partes, di fatto morta e non parlata più da nessuno quindi, paradossalmente, utilizzabile da tutti – con il nome del genere (il primo) e, a seguire, l’epiteto della specie. Maiuscolo il primo, minuscolo la seconda. Non è semplicissimo perché comunque presuppone una conoscenza dei criteri di sistematica, di filogenesi, o, per esser più semplici possibile, di «parentela», tra i vari organismi biologici, viventi o fossili, ma possiede l’enorme vantaggio di non essere equivocabile: le precedenti lunghe descrizioni lo erano e i vari nomi comuni, spesso variabili da zona o zona, lo sono tuttora. Certo, possiamo sempre dire, con il senno del poi, il senno di oggi, che il concetto di specie è solo teorico per non dire accademico, che la mania umana di incasellare gli esseri viventi non trova un vero riscontro in natura (dove tutto, per fortuna, è molto più sfuggente e imprevedibile rispetto ai nostri meschini schemi) e infine che casomai la natura conosce il concetto di popolazione, non di specie; tuttavia nei confronti di Linneo noi tutti saremo sempre debitori.

Linneo è un’italianizzazione perché Karl af Linné era svedese. Nato a Raashult il 13 maggio 1707, figlio di un ex contadino, divenuto pastore della parrocchia, che gli aveva trasmesso un certo amore per le piante .

A vent’anni, dopo i primi studi di botanica, di iscrive alla faccolta di medicina di Lund, passando a Uppsala l’anno seguente. Qui scrive il suo primo lavoro (Nuptiae arborum) che verrà pubblicato in seguito (l’originale, ritrovato in una cantina, sarà dato alle stampe solo 99 anni dopo), ma che intanto gli fa guadagnare il posto di assistente alla cattedra di botanica dato che il suo professore è rimasto entusiasta della lettura del manoscritto. Linneo ha solo 22 anni; ma già l’anno dopo inizia a tenere, in sostituzione del professore, quelle lezioni che gli daranno fama. Nel 1732 l’Accademia delle Scienze di Uppsala lo invia in Lapponia ad «erborizzare»; lui scrive una sorta di diario (la Lachesis lapponica, che sarà pubblicata postuma nel 1811) e una Flora lapponica (Amsterdam, 1737). Ma è il 1735 l’anno cruciale per la sua vita, quando il botanico Gronovio legge il manoscritto Systema naturae in cui Linneo ha elaborato i principi su cui si fonda la sua classificazione dei viventi; lo fa pubblicare a sue spese, nella città di Leida dove nel frattempo Linneo si è trasferito. Finaziato da un banchiere, continua i suoi studi, pubblicando nel ’36 i Fundamenta botanica e nel ’37 il Methodus plantarum. A 32 anni si sposa con una facoltosa nobildonna: non avrà più i problemi economici che lo hanno angustiato in gioventù, fa un viaggio in Inghilterra, poi si trasferisce a Stoccolma dove, senza trascurare gli studi di botanica, si mette ad esercitare la professione medica. Solo nel 1742 l’Università di Uppsala gli assegna la cattedra di botanica (dopo quella di fisica e anatomia dell’anno precedente). Nella Philosophia botanica, del 1751, codifica definitivamente il metodo di nomenclatura binomia. Continua a pubblicare praticamente per tutta la vita (il suo ultimo lavoro è Genera morborum, del 1759, dove espone un proprio sistema di classificazione delle malattie), ma sono soprattutto le riedizione del Systema naturae a passare alla storia della scienza. In particolare la decima edizione (1758) dell’opera, che nel frattempo, dal semplice abbozzo del ’35, è divenuta monumentale, espone l’applicazione del sistema binomiale anche al regno animale.

Per dirla con le parole di Giulio preti (vedi Dizionario Bompiani degli Autori, 1987, ad vocem) «Linneo non fu un biologo, ma un classificatore. Non presentava alcuna teoria sulla vita: poco filosofo, era soprattutto un osservatore paziente e perspicacissimo ed elegante descrittore». Sia come sia, nel corso della sua vita Linneo enumerò, denominò, diede un identità insomma, ad oltre 1700 specie di piante e circa 4400 di animali.

Per cinismo della sorte, questo campione del metodo a 60 anni cominciò a perder la memoria; a 67 ebbe un colpo apoplettico che lo ridusse alla paralisi. Morì ad Uppsala il 10 gennaio 1778, a 71 anni. Poco dopo, la vedova, essendo morto anche l’unico figlio, vendette per 1000 ghinee al botanico inglese J.E. Smith tutte le ricche collezioni, la biblioteca, i manoscritti. Il materiale è ora conservato presso la Linnean Society di Londra.

A lui è dedicato in botanica il genere Linnaea, che annovera per la flora italiana una sola specie Linnaea borealis, presente come relitto glaciale sulle Alpi centro occidentali (dalla val d’Aosta al Trentino occ.). Si tratta della pianta a cui Linneo era più affezionato – basti dire che si fece ritrarre con in mano un rametto di questa specie, a mo’ di attributo distintivo – indicata da lui nella Flora lapponica del 1737 come «planta nostra»; in zoologia gli è stato intitolato il genere Lymnaea, che comprende molluschi gasteropodi caratteristici per il loro modo di nuotare, o meglio, di deambulare immersi in acqua «a pancia in su» sfruttando la superficie di contatto con l’aria (grazie alla tensione superficiale). Una delle specie più comuni, presente in quasi tutti gli specchi d’acqua dolce italiani, è Lymnaea stagnalis, qui fotografata mentre è in caccia di patine algali da limare con la sua “radula”.