Backstage Workshop grotte del Valdemino
Ogni anno decidiamo di introdurre qualcosa di nuovo nel calendario dei corsi, fra le iniziative e i progetti, ecco che ha preso piede quello della fotografia in grotta. Su idea di un nostro assiduo partecipante e bravo fotografo Paolo Ravasi (vedi il suo blog) è partita l’organizzazione, grazie anche al comune di Borgio Verezzi e la disponibilità dello staff dellle grotte del Valdemino. Come tutte le novità hanno bisono di una prima volta con un numero minimo di partecipanti, per saggiare le possibiltà e i problemi. Quindi una sorta di sfida oltre un progetto, ovvero come spiegare nello specifico cosa serve in una grotta per fotografare, cosa conoscere prima di entrarci, che fisolofia e tagli si possono dare ad un esplorazione o escursione nel mondo sotterraneo?. Chiaramente sarebbe stato difficile e pericoloso organizzare qualcosa in una grotta non attrezzata e senza guide, invece è risultato più semplice e utile per imparare visitare in modo esclusivo una grotta attrezzata a livello turistico, senza limiti su cosa fotografare e sopratutto con la possibilità di accedere a tutte le zone interdette al pubblico, cosa essenziale per trovare le giuste prospettive e poter visionare, scoprire le “meraviglie” di un ambiente cosi estremo. Non c’è come la grotta, con il suo buio totale, ideale per capire e ragionare sull’illuminazione, si perchè la luce è l’elemento fondamentale in fotografia, e qui dove manca quella naturale, siamo noi che con l’esperienza capiamo quali siano le luci migliori che possono dar risalto all’essenza di un posto cosi magico.
Abbiamo lavorato intere mezz’ore su stalattiti e stalagmiti, scoprendo la loro trasparenza, le piccole formazioni e i colori corrugati al loro interno. Oltre alle immense caverne, da sembrare dei salotti barocchi, ci siamo dedicati alle piccole pozze d’acqua cristallina, ai cristalli di aragonite che qui crescono a dismisura, oltre l’osservazione della fauna ipogea. Organismi estremofili che si sono specializzati alla vita al buio, di colore bianco se non trasparente. Il Niphargus è un piccolo crostaceo ipogeo, grande c.a 4-8mm, che noi abbiamo trovato ancor più piccolo e difficilmente fotografabile senza arrecargli disturbo, pensate che di questo esserino ne esistono centinaia di sottospecie, spesso endemiche di una singola grotta.
Quattro ore nel sottosuolo per quanto un fotografo possa essere resistente, possono diventare pesanti e stancanti, quindi abbiamo diviso le sessioni in grotta in due giorni da 4ore dedicando il resto del tempo all’esterno, non meno interessante, come i boschi dell’appennino del finalese ligure, il colle del Melogno offre, specie quando piove scorci da fiaba, con nebbie e torrenti che scorrono fra le rosse foglie cadute dei faggi. Ebbene si il maltempo ci ha seguito per tutto il weekend, ma ciò non ha tolto fascino al nostro corso, anzi ci ha regalato quel briciolo in più di difficoltà e possibilità creativa. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato, le guide, non mi resta che darvi appuntamento al prossimo anno.
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