Dal 8 al Marzo 2013 – Fotografare in inverno in Dolomiti – San Martino di Castrozza

Pale di San MartinoWorkshop e ciaspolate fotografiche a SAN MARTINO DI CASTROZZA
PALE DI SAN MARTINO, PASSO ROLLE
DOLOMITI – TRENTINO

DAL 8 al 10 MARZO 2013

“Così terrificanti che sembra debbano spalancarsi da un momento all’altro e far precipitare l’intera massa delle rocce. Credo di poter dubitare che perfino nelle Ande sia raro trovarsi di fronte ad una scena così straordinaria e primordiale”.

Così scriveva delle Pale di San Martino la scrittrice e viaggiatrice Amelia Edwards, nel 1872, nel suo libro “Cime inviolate e valli sconosciute”. Furono inglesi i primi alpinisti che aprirono le vie del massiccio montuoso. Gli inglesi non finivano di stupirsi di come potessero sopravvivere dei paesi attorno a montagne cosi inviolabili, collegati con difficili mulattiere. Sempre la Edwards paragonò il Cimon ad una “tomba faraonica” per la sua forma piramidale. Esso, con i suoi 3184m, era ritenuto erroneamente la vetta più alta del gruppo, ma la cima Vezzena, scalata nel 1972, per pochi metri (3192m ) è in realtà la più alta.
Il termine Pala deriva dal nome che veniva utilizzato localmente per indicare le rive e i pendii erbosi situati alla base della catena. Per estensione andò poi a definire l’intero gruppo montuoso. I primi alpinisti, in maggioranza britannici, dopo aver compiuto le prime escursioni e aperto alcune vie, nelle loro memorie indicarono originariamente il complesso montuso con i termini di Dolomiti di Primiero o Gruppo delle Pale.
Oggi scoprire il massiccio delle Pale di San Martino è decisamente più facile, anche in inverno. Dietro quelle che da San Martino di Castrozza paiono vette inviolabili, si celano vie di salita anche per chi non arrampica permettendo l’accesso al cuore del massiccio. In inverno con le Ciaspole (craspe) si possono percorrere itinerari semplici che portano all’interno del massiccio, un luogo affascinante quanto imponente. Dall’altopiano si possono vedere le maggiori cime delle Pale di San Martino come la Fradusta, il Cimon della Pala, cima Vezzena. Il colore rossastro delle vette si sposa con il bianco della neve e il blu terso del cielo, siamo  nel regno della Dolomia, il minerale che compone le Dolomiti, antico fondale corallino di un oceano che scomparve milioni di anni fa. Non resta che farsi trasportare dalle suggestioni di scrittori e fotografi e visitare o riscoprire con nuovi occhi questo magnifico paesaggio naturale.

Il weekend fotografico

Il nostro weekend prevede oltre un briefing il venerdi, due giornate in quota con le ciaspole (craspe) accompagnati dal fotografo professionista e la guida alpina alla scoperta degli scorci migliori e inediti delle Pale di San Martino. Il fotografo vi assisterà per tutta la durata del weekend con nozioni, soluzioni e commenti sulle immagini realizzate. Gli itinerari in ciaspole scelti sono adatti a tutti e mai difficili. I tempi di salita e discesa sono regolati sulla base delle esigenze fotografiche tenendo conto delle possibilità che l’ambiente offre.
Missione del nostro weekend è incentivare nei partecipanti la visione, l’analisi della luce, la scelta artistica basata sulla propria esperienza oltre che correggere eventuali errori tecnici e comunicativi che si possono compiere fotografando. Il corso è dedicato a tutti i livelli sia base che avanzato, il docente, dato il numero chiuso di partecipanti può intervenire personalmente sui partecipanti aiutandoli nella realizzazione delle immagini.

 

Difficoltà fotografiche: ***
Difficoltà fisica: **

 

Focus del corso

  • Muoversi e riconoscere i soggetti dell’ambiente invernale.
  • Codice di comportamento.
  • Ripasso Fotografia base, esposizione
  • Fotografia paesaggistica e panoramica
  • L’uso dell’iperfocale, metodologia.
  • Fotografia al tramonto.
  • Cenni di notturna.

PROGRAMMA
1° Giorno: (Venerdi) Ritrovo dei partecipanti presso Hotel in San Martino di Castrozza. Entro primo pomeriggio Presentazione e Briefing serale.
Controllo materiali e presentazione della 3 giorni lezione sull’ambiente invernale e la progressione con le ciaspole.
Breve giro di perlustrazione della zona e sessione fotografica al tramonto. Cena in albergo e debriefing.

2° Giorno: Escursione fotografica sull’altopiano delle Pale di San Martino. Salita con Funivia al Col Rosetta e ciaspolata sull’altopiano. L’itinerario prevede soste fotografiche nei punti migliori scelti. Pranzo al sacco/rifugio di supporto. Rientro con funivia a San Martino di Castrozza in albergo.
La serata continua con la visione critica degli scatti realizzati durante il giorno presso la Sala conferenze del Comune di San Martino di Castrozza.

3° Giorno: Seconda escursione fotografica sempre nel parco delle Pale di San Martino. Rientro previsto ore 15:30/16:00. De-Briefing e conclusione del corso.

Attrezzatura base consigliata:

I corsi sono a livello base/avanzato, è necessario possedere una attrezzatura fotografica minima (reflex / mirrorless ). Corredo ideale:

  • Macchina fotografica digitale
  • Ottiche dal grandangolo al teleobiettivo.
  • Treppiede
  • Filtri

Abbigliamento/attrezzatura consigliati:

Vestiti da montagna, giacca a vento, vestirsi a “cipolla”, guanti, berretto, scarponi caldi, pantaloni impermeabili invernali (le temperature possono scendere abbonantemente sotto lo 0°C). Sacco lenzuolo per rifugio.
La guida fornirà sistemi di ricerca ARTVA (valanghe), imbrago.

Il docente prima dell’uscita sarà a disposizione via mail o skype per consigliarvi come preparare lo zaino al meglio. Ricordarsi acqua, viveri lungo il percorso non sono presenti appoggi logistici.

Docenti: Mirko Sotgiu

Partner tecnico: Manfrotto

Guide alpine: Mountain Kingdom – Luca Macchetto

In collaborazione con:

Quota di partecipazione:

Costo del corso per 3 giorni
375€ per fotografo, sistemazione in camera doppia in conivisione.  Possibilità camere singole richiedere prezzo.

Numero minimo partecipanti 5
massimo partecipanti 12

Quota accompagnatori (numero limitato di posti) : richiedere

Cosa comprende

Trattamento di mezza pensione, assistenza del fotografo professionista docente, assistenza di una guida alpina. A/R Funivia Assicurazione medico-bagaglio

Cosa non comprende

Pranzo al sacco. Trasferimenti da e verso il punto di ritrovo. Trasferimenti sul posto.  Extra, mance, attrezzatura fotografica. Tutto ciò non segnalato in “cosa comprende”

INFO e ISCRIZIONI

 

Un file immagine è per sempre?

Siamo davvero sicuri che i nostri dati sono custoditi in modo infallibile?

Il posto più facile dove conservare la tecnologia è la mente.
Hugh Brody (antropologo)

Conservare le nostre immagini e ricordi al tempo del digitale

Di Mirko Sotgiu – www.alpinfoto.it 

Vi siete mai chiesti quanto possono resistere al tempo i vostri file immagine?
Ci siamo abituati rapidamente all’evoluzione informatica, quella di internet, del mobile, ma quante volte vi è capitato, di avere sentito da qualche amico, che per un guasto, una leggerezza, tutti i file sono andati persi?
Mi gela il sangue solo a pensarlo, per chi fa questo mestiere tutti i giorni, l’archivio immagini è di dimensioni che si misurano a Terabite, perderne uno solo significherebbe perdere mesi di lavoro.
Il problema della conservazione dei dati è spesso sottovalutato, specie da chi vive la fotografia come hobby. Nei miei corsi ho assistito ai più disparati metodi di salvataggio e catalogazione, ma raramente ho sentito parlare di messa in sicurezza dei dati, di backup, di ridondanza.
Nei nostri dischi salviamo, le immagini delle vacanze, lo scatto unico di un’animale durante una predazione, il viaggio della vita, oltre i documenti importanti che sempre più ci vengono recapitati per via telematica.

Ma i nostri file quanto sono sicuri? Quanto dureranno nel tempo?

Si è portati a pensare che essendo la tecnologia digitale replicabile e non modificabile dagli agenti del tempo, che i nostri dati siano pressoché eterni. Niente di più errato!
Tutti i supporti magnetici tipo gli harddisk esterni che comunemente si utilizzano come archivio, hanno una durata definita, una dovuta alle proprietà fisiche dei materiali magnetici, l’altra dovuta dall’usura meccanica.
La durata “magnetica” dei nostri dischi è stimata attorno ai 10 anni, ma un guasto per usura o sollecitazione termica può arrivare molto prima. Tutti i costruttori segnalano un dato chiamato MTBF (Mean time between failures) – Tempo medio fra i guasti, ovviamente nel nostro caso già il primo guasto può essere fatale. Da una recente analisi di Google la durata media di un disco fisso utilizzato continuamente è di 7 anni che può dimezzarsi se il disco non è utilizzato in modo corretto.

Quindi che fare? Esistono soluzioni dalle semplici alle più costose ma tutte si basano su due principi.

Un sistema NAS raid 0 o 1 su rete a 1Gbit/s prodotto da Lacie, ideale per archivi amatoriali.

Il primo è quello di creare copie ridondanti dei propri file “Backup” ovvero gestire una duplice copia dei file o lasciare fare ad un sistema appositamente studiato.

Il secondo è quello di mantenere aggiornati i sistemi e verificare periodicamente (con un semplice scandisk) l’integrità degli harddisk. Al primo errore, non esitare mai a sostituire i dischi con nuovi ove verranno riversati tutti i dati. Un lavoro periodico, lungo, noioso, ma necessario se vogliamo tenere i dati al sicuro, almeno una volta l’anno va effettuato un controllo approfondito. Oppure?

Esistono delle soluzioni Storage “casalinghe” e professionali che eseguono backup, check integrity e allarmi in automatico, il nostro impegno è solo quello di sostituire le parti guaste quando il sistema lo richiede.

Escludendo il classico HardDisk di rete da tavolo, ove necessariamente occorre, per avere duplice copia, acquistarne due e copiare manualmente in entrambi, esistono sistemi chiamati NAS che utilizzano una logica ridondante chiamata RAID. Se vogliamo ottenere la massima sicurezza dei dati occorre configurare questi sistemi (con un numero minimo di 2 dischi identici) in Mirroring o RAID 1. In pratica noi lavoriamo salvando i file come se fossimo su un unico disco, ma nel caso di rottura del primo noi avremo ancora tutti i dati nel secondo, sostituiremo il primo disco tutto tornerà a funzionare regolarmente. Questo descritto è un sistema semplice e facilmente reperibile sul mercato senza spendere migliaia di euro, le capacità si trovano di taglio 2,4,6,8 TB, quindi in grado di conservare fino a 320.000 immagini (8Tb) da 12Mpix in formato RAW.

Un sistema da 2Tb in RAID 1 (contiene 2 Harddisk da 2Tb) è in grado di contenere c.a. 80.000 immagini eseguite con una reflex da 12Mpix condividendole nella nostra rete casalinga.

Immagine commerciale dei sistema da 8Tb utilizzato dallo scrivente, un RAID 0+1 (o RAID 10) su 8 dischi, costoso ma molto efficiente e sicuro. Il sistema è gestibile in remoto e può eseguire un backup silente durante la notte su altri sistemi.

Esistono sistemi NAS più complessi, ridondanti e “performanti” che consiglierei più ad un utente professionale che amatoriale, si tratta di NAS in RAID 5 (con 4 o più dischi) che spesso vengono utilizzati in coppia. (Per esempio due sistemi RAID 5, da 6Tb ciascuno, che si sincronizzano periodicamente).

Visto che acquistare i dischi ha un costo, come dimensioniamo il sistema da acquistare?

E’ molto semplice, potete valutarlo dal vostro archivio storico e verificare in un anno quale sia la media di immagini realizzate. Per esempio se esco a fotografare ogni due weekend producendo 8Gb di materiale più o meno selezionato, mi troverò a fine anno con 200Gb c.a. archiviati, con una produzione di questa entità un sistema da 1Tb durerà al massimo circa 4 anni prima di esaurirsi. Dopo 4 anni sarà anche tempo di aggiornare nuovo hardware prima che si guasti con un sistema più capiente. Se inizialmente il costo sarà elevato per l’acquisto del sistema, contando la durata e la facilità d’uso, la possibilità di conservarci non solo le foto ma anche i documenti, se ne può trarre grande vantaggio. Un’ultimo consiglio è quello di aggiornare la propria rete casalinga dalla velocità di 100Mbit/s a 1Gbit/s questo faciliterà la lavorazione dei file direttamente da disco in rete.

14 Luglio 2012: Workshop Street, Venezia e la Festa del Redentore

Il Redentore, una città in festa.

Venezia: quando nel 1575 una violente epidemia colpisce la città, uccidendo 50.000 Veneziani (quasi uno su tre), il Senato, inerme di fronte al male che non sembra reagire ad ogni sforzo umano compiuto per fermarlo, decide di fare voto, e di chiedere l’aiuto Divino. Avrebbero costruito una nuova chiesa intitolata al Redentore se la peste fosse stata placata. E’ così che nel 1977, viene posta la prima pietra della Basilica del Santissimo Redentore, progettata da Andrea Palladio. A luglio dello stesso anno la peste cessa, e il 20 di luglio si festeggia con una processione che raggiunge la chiesa con un ponte di barche costruito sul canale della Giudecca. E così nasce la Festa del Redentore, che ogni anno si festeggia a Venezia al terzo weekend di Luglio. I festeggiamenti iniziano con la benedizione da parte del Patriarca di Venezia dai gradini della chiesa all’apertura del ponte di barche, a cui segue processione e messa. Ma il fulcro della festa è il celeberrimo spettacolo pirotecnico che a partire dalle 11:45 illuminano a giorno il Bacino e Piazza San Marco. Tradizione vuole che i veneziani festeggino il Redentore in barca, tra mangiate di piatti tipici e “bagordi” vari.

Focus del Workshop


Questo è un Workshop ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, ha buona confidenza con tempi e diaframmi e sa esporre correttamente leggendo un istogramma e desidera approfondire aspetti di composizione avanzata, linguaggio visuale e workflow di ripresa.

  • Come osservare una scena da fotografare, e trovare lo spunto creativo.
  • Composizione, questa sconosciuta… seguire, ma soprattutto infrangere le regole.
  • Fotografia al crepuscolo, uso di filtri graduati e non.
  • Fotografia notturna.
  • Cosa racconta una foto, e come possiamo raccontare attraverso le nostre foto.

Attrezzatura base consigliata:

Macchina fotografica reflex o compatta avanzata (G12, X10, X100, P7100 etc…)

Ottiche (nessuna preferenza, meglio se luminose)

Treppiede

 

Docenti: Marco Tortato (Yorick Photography / partner Photofarm)

Partner tecnico: Fujifilm Italia www.fujifilm.it

 

 

Partner
: Caffè Florian www.caffeflorian.com

Organizzazione: Yorick Photography

Quota di partecipazione:

Costo del Workshop: 95 Euro per persona.

Cosa comprende:

Workshop
Cena al Caffè Florian

Non comprende:

Extra di natura personale
Quanto non indicato ne “la quota comprende

Numero minimo di partecipanti 6. Numero massimo di partecipanti 12.

Scadenza prenotazioni:

Entro 7gg dalla data del corso.
 Superata la data di scadenza la quota può subire variazioni di prezzo.

INFO E PRENOTAZIONI

Organizzazione tecnica

www.yorick-photography.com

Dal 19 al 20 Marzo 2011 Ciaspolata fotografica in Val di Thures – Delfinato

Dal 19 al 20 Marzo 2011 Ciaspolata fotografica in Val di Thures – Delfinato

Una comoda, bellissima traversata dai Monti della Luna alla Val di Thures con vista sul Queyras e sui ghiacciai del Delfinato, in un angolo appartato della val di Susa ideale per le racchette da neve e lo sci escursionismo. L’ampia varietà di paesaggi rende questo percorso molto interessante per imparare a fotografare, si parte dal bosco innevato per arrivare agli altipiani panoramici oltre i 2000m in un ambiente di rara bellezza. I Monti della Luna sono luoghi poco frequentati e lontani dal turismo di massa dei vicini comprensori sciistici. La vista sul Queyras e il Delfinato (Ecrins) al tramonto e l’alba è uno spettacolo a cui non mancare.


Difficoltà fotografiche: **
Difficoltà escursionistica: **

Focus del corso

  • Briefing sull’attrezzatura ideale per la fotografia in montagna.
  • Come proteggere l’attrezzatura dal freddo.
  • Esporre correttamente in quota e con la neve, ottimizzazione per il digitale.
  • Uso delle lenti grandangolari e normali, le regole di composizione.
  • Il reportage: Studio sul reportage alpino, il racconto attraverso le immagini.
  • Fotografare al tramonto e alba.
  • Fotografia notturna (cenni).
  • Commento critico delle immagini la sera in Rifugio.
  • Esercitazioni.

Sulla vetta dei monti della Luna

Programma escursionistico

 

1° giorno

Bousson (1415 m), salita alla capanna Mautino (2145 m) attraversando boschi e laghi della zona – 3 ore di marcia, 700 metri di dislivello in salita. Lungo il percorso effettueremo tutte le soste fotografiche necessarie.

2° giorno

Traversata dei Monti della Luna con vista verso il magnifico gruppo del Delfinato passando per il territorio francese con discesa in val di Thures, a Ruilles e infine a Bousson – 4 ore di marcia, 200 metri di dislivello in salita

Ritrovo

Da definirsi in Milano ore 6:30 per organizzare i gruppi, trasferimento con mezzi propri. Possibilità di raggiungere il gruppo autonomamente con ritrovo a Cesana

Attrezzatura base consigliata

  • Macchina fotografica digitale o pellicola
  • Obbiettivi grandangolari, normali e tele.
  • Treppiede

Docente: Mirko Sotgiu
Partner tecnico: Manfrotto

Guide alpine: Mountain Kingdom

Abbigliamento/attrezzatura consigliati:

Vestiti invernali da montagna, giacca a vento, scarponi, vestirsi a “cipolla”, guanti, berretto. (La temperatura può variare da -10°C a 10°C). Bastoni, ciaspole (si verificherà giorni prima della partenza se necessarie).

Notturna al rifugio Capanna Mautino

Costo del corso per 2 giorni e 1 notte.
198€ per fotografo
95€ accompagnatore

La quota Comprende:

- Sistemazione in rifugio con servizio mezza pensione; prevedere il sacco lenzuolo.
- Assicurazione medico bagaglio e annullamento.
- Docenza fotografo professionista specializzato in ambiente montano.
- Possibilità di provare attrezzatura professionale Nikon, treppiedi e teste Manfrotto, filtri, accessori.
- Gadgets Manfrotto
- Assistenza e accompagnamento da parte di guida alpina UIAGM
- Attrezzatura comune di sicurezza e pronto soccorso

La quota non comprende:

- Pranzi al sacco (portare da casa o acquistare in loco i viveri da corsa)
- Trasferimento al punto di partenza del programma e trasferimenti locali
- Vitto e alloggio extra
- Noleggio attrezzatura da montagna (ciaspole, bastoni, scarponi etc.)
- Tutto ciò che non è citato in “comprende”.

Minimo 5, massimo 9 partecipanti

Scadenza prenotazioni:

Entro 10gg dalla data del corso.
Superata la data di scadenza la quota può subire variazioni di prezzo.

INFO e ISCRIZIONIPRENOTAGALLERY FOTOGRAFICA

 

Photofarm contest "Paesaggio" immagine selezionata.

 

Oltre il mare – fotografia di Rosanna Andriollo

 

Ci sono voluti più giorni del previsto per selezionare le opere che ci sono pervenute, ma alla fine la nostra giuria è riuscita ad individuare l’immagine più significativa e comunicativa riguardo il paesaggio. La foto che vedete in questa pagina è di Rosanna Andriollo di Borso del Grappa (TV), la prima in graduatoria lunghe selezioni spesso non facili. Questa immagine non è solo un paesaggio ma ha anche una storia, si può leggere nella presenza umana all’interno della scena, ben composta e con i soggetti del “peso” bilanciato per una corretta lettura. Le nuvole sullo sfondo danno un senso di grande, immenso, riflessivo, la presenza umana che nel dettaglio sembra essere pronta a fotografare (il soggetto tiene in mano una macchina fotografica) offre uno spunto in più di lettura e ci racconta l’istante di un momento di contemplazione, osservazione degli elementi naturali.
Nella sua semplicità questa immagine riesce ad esprimere vari concetti.
Infatti il compito delle fotografie non è solo quello di colpire il fruitore con colore e buona esecuzione tecnica, ma quello di raccontare e comunicare in uno scatto unico (istantanea) una storia.

Rosanna riceverà come da regolamento, il Kit testa e treppiede modello 055CXPRO3 con testa MH054M0-Q5 messo a disposizione del nostro sponsor tecnico Manfrotto.

 

Il prossimo contest avrà come soggetto: “Il regno animale”, prossimamente seguirà il regolamento, le date per l’invio e il nuovo prodotto che i nostri sponsor offriranno.

Ci complimentiamo con Rossana per il suo lavoro e invitiamo tutti a visitare il nostro sito nei prossimi giorni, pubblicheremo le altre 9 immagini che non sono state selezionate ma che meritano una menzione.

Post processing, quali software?

In questo articolo non farò una lista di software di post processing piuttosto vi parlerò dei due più in voga in questo momento ovvero Adobe Lightroom e Apple Aperture.

La scelta fra questi potenti software è argomento di discussione di centinaia di forum, clubs, capire quale sia il migliore per noi è abbastanza difficile, specie se siamo alle prime armi, parlando di flusso di post produzione digitale. Molte scelte spesso dipendono dalla difficoltà d’uso dell’interfaccia, il volume di immagini da lavorare, l’archiviazione.

aperture_lightroomLightroom e Aperture

Lightroom è stato sviluppato pensando al “pensiero” del fotografo, ovvero suggerendo al fruitore già il modus operandi sequenziale delle operazioni da effettuare sulle immagini.

Lightroom fornisce al fotografo molti tools per sistemare livelli, bilanciamento, alte luce, ombre, dettagli etc, tutti studiati per lavorare su grandi volumi di immagini, tipico per chi lavora su sessioni in studio, lavorazioni uniformi, sport, matrimoni, per fare degli esempi. In pratica è immediato per il fotografo lavorare su più immagini contemporaneamente, applicando molto facilmente impostazioni dello stessa variazione sulle immagini selezionate.

capture_NX_2_main_540x380Qualcuno di voi appunterà che questo è possibile anche in batch su Photoshop, ma su lightroom lavorare i file RAW in questo modo è molto più semplice e immediato

Photoshop oltre esseere esageratamente complicato per un fotografo non presenta un interfaccia user-friendly e immediata per la lavorazione delle immagini e non aiuta a seguire un workflow costante sulla lavorazione. Chiaramente su lavori di “fino” Photoshop rimane il software per eccellenza, ma ricordiamoci che nasce come strumento di fotoritocco e non di conversione. Il mio consiglio quindi è sempre quello di operare le conversioni sui software studiati appositamente per poi lavorare in programmi di fotoritocco. Per chi usa programmi Adobe c’è la facilitazione di usare direttamente camera RAW da Photoshop perdendo però tutti i tool di archiviazione che ritengo invece utili per indicizzare tutte le nostre fotografie digitali.

Se siete utilizzatori Mac, potete valutare l’opzione Aperture, premetto che comparare questi due programmi è come comparare Nikon con Canon.

Parlando di Aperture possiamo subito notare come la sua interfaccia somigli a quella di lightroom, troviamo in effetti una parte per lavorare sull’archiviazione e una sullo “sviluppo” che in Aperture viene denominata “Adjustments” in Lightroom “Develop”. Per molti utenti Aperture risulta molto meglio orientato per l’organizzazione delle immagini, Lighroom invece da molti viene apprezzato per la presenza di un ottimo modulo di stampa immagini, secondo me utile per delle provinature ma non per la stampa finale di qualità.

captureNon vi ho parlato di Capture NX2, il software prodotto da Nik, non perché vale meno, piuttosto perché non è un software che lavora su tutti i formati RAW ma solo su quelli prodotti dalle macchine fotografiche Nikon. Aperture e Lightroom con gli opportuni upgrades leggono tutti i formati RAW da Nikon, Canon, fino a Sony, Fuji, Olympus.

Capture NX2 chiaramente lavora molto bene sui file originali Nikon tenendo conto anche di tutte le correzioni ottiche di aberrazione, deformazione. Il software assomiglia più come operatività a Photoshop anche se in realtà lavora sui file RAW e non usa i layer ma gli U-Point, una serie di tool che possono essere utilizzati per variazioni “zonali” sulle immagini di esposizione, bilanciamento del bianco, saturazione etc. Sezione che invece non è ai livelli di Lightroom e Aperture è la parte archiviazione, piuttosto macchinosa e dalla visualizzazione non immediata come in questi due ultimi programmi. La Nik software ha riportato le funzioni U-point e altre features anche in formato Plug-in in Photoshop, potendo cosi disporre di un operatività simile anche su i file importati in Photoshop sui file non nativi Nikon.

Non rimane che provare a confrontare l’operatività dei programmi di persona, dai rispettivi siti potete scaricare le versioni prova che durano 30 giorni prima di decidere sull’acquisto.

Applicazioni iPhone per fotografi

Sicuramente il telefono iPhone sarà entrato a far parte del corredo del fotografo, qui vi elenco alcune applicazioni che possono servire per calcolare e condividere immagini direttamente sul web quando viaggiate.

DoF Calculator
Oramai non c’è zoom di nuova fattura che manchi della scala dell’iperfocale, ecco qua un bel programmino portatile che vi calcola i valori da impostare di diaframma e fuoco per ottenere ottime immagini con ampie profondità di campo. Non è facile calcolare la DOF a mente  ecco che viene in aiuto un programma per iPhone come, che si occupa proprio di ottenere questo dato, una volta impostati i necessari parametri. L’applicazione è disponibile su App Store di Apple. Il programma ha già precaricate molte misure relative alle più diffuse reflex e lenti. Il costo è di soli 1,59€.

Flickit: E’ uno strumento di connettività utile per caricare le foto su Flickr attraverso EDGE, 3G e Wi-Fi. L’interfaccia è simile al programma di uploading su mac/pc. Il programma vi permette di inserire tutte le funzionalità di Flickr come applicazione metatag, modifica informazioni foto, ecc.

Panoramatic 360
Panoramatic 360 è un’applicazione per iPhone che vi permette di unire una sequenza di scatti per realizzare una panoramica. (Un po come si fa con Photomerge di Photoshop).  L’applicazione è studiata per usare la camera dell’iPhone, ma se avete caricato delle JPEG sull’album potete lavorare quelle realizzate con la vostra reflex.
L’applicazione risulta essere decisamente curata, il rendering è piuttosto veloce e i risultati che si possono ottenere con Panoramatic 360 sono di qualità per il web. L’applicazione è disponibile sull’App store al prezzo di 2,39 euro.

PhotoGene
E’ forse uno dei migliori programmi per iPhone per l’editing di immagini, ovviamente lontanissimo da qualcosa di utile a livello qualitàtivo quali sono le esigenze di un fotografo, ma se vi trovate in viaggio e dovete tagliare, ridimensionare un immagine appena scattata con la vostra reflex/iPhone per poi inviarla per mail.
Con la nuova versione 2.5 sono disponibili i filtri (blur, posterize, bianco e nero), la possibilità di condividere le immagini su Twitter e Facebook, la possibilità di modificare la risoluzione.

E per chi viaggia?

Era altresì ovvio che nell’app store non mancavano le applicazioni per chi viaggia, oltre le migliaia di cose inutili ecco qui un piccolo elenco di vademecum utili:

Dizionario di Viaggio
Piccolo dizionario e frasario in 23 lingue, Inglese (britannico) inglese (americano), francese, spagnolo, tedesco, italiano, portoghese, danese, olandese, finlandese, svedese, norvegese, polacco, ceco, slovacco, russo, greco, ungherese, turco, cinese, giapponese, coreano, arabo, ebraico.

Global SOS
Tutti i numeri di soccorso di ogni paese

Orari dei voli
Gli orari dei voli dai principali aeroporti italiani

Per ultimo il National Geographic ha pubblicato nel suo blog una serie di link di applicazioni per chi viaggia, seguite il link http://adventure.nationalgeographic.com/2009/06/best-iphone-travel-apps-text?sr=hotnews

La fotografia naturalistica: Il patto narrativo

“Nella realtà è sempre Golia a vincere. Ma non per questo Davide smetterà di guardarsi intorno, cercando una nuova pietra da scagliare.”
(Pino Cacucci dall’introduzione a Camminando)


Non tradirmi mai…

Anemone_nemorosaPraticante in ogni forum disseminato per la rete, che tratti un minimo di fotografia naturalistica, si trova il la discussione “che cos’è la fotografia naturalistica”. Di solito la cosa è trattata banalmente e superficialmente, mentre la realtà è semplice, chiediamo aiuto al web e vediamo cosa dice wikipedia:

Con Fotografia naturalistica si intende il genere di fotografia che ritrae il paesaggio, la fauna, la flora, dettagli ed effetti grafici di scene naturali. La fotografia naturalistica si può considerare parte della fotografia di reportage o documentaristica .Il fine principale del fotografo naturalista è quello di riprendere scene in natura in modo da documentare l’evento o la situazione così come è, dando un’interpretazione fotografica personale. Oltre a buone capacità fotografiche il fotografo naturalista deve avere una conoscenza scientifica dei soggetti e delle situazioni che andrà a riprendere.

Ecco il punto è “parte della fotografia di reportage o documentarista” ovvero l’artefatto non è ammesso, è giornalismo! Tutt’altra cosa è una fotografia che ritrae un soggetto animale, vegetale ecc. Le discussioni sullo spostare o meno pixel, clonare, ecc sono a dir poco stupidaggini, ovvio che nel giornalismo queste cose non sono ammesse. Tralasciamo la fotografia naturalistica, quella vera, e facciamo un discorso più “amatoriale” cioè immagini che ritraggono soggetti a tema naturalistico, e divertiamoci ad elaborarle, clonarle, “croppare” e via di vocaboli tecnici italianizzati dall’inglese, ma ricordiamoci un vecchia regola: il patto narrativo.

Il patto narrativo è un accordo stretto fra autore (fotografo, scrittore, regista ecc.) e lettore, il lettore al momento della visione dell’opera prende per vera una storia, un’immagine, che sa benissimo non esserla purché l’opera stessa sappia coinvolgerlo emotivamente, culturalmente, purché sappia condurlo e proiettarlo in quel mondo rappresentato dall’opera, sia essa un romanzo, un film, una fotografia. Il lettore si affida all’autore per farsi trasportare nella lettura, ma l’autore ha il dovere di essere verosimile senza cadere nell’irrealtà, ovvio questo patto è al limite in una pesante elaborazione grafica, o in un romanzo o film a contenuto fantascientifico.

Sfruttiamo tutte le possibilità offerte dalla tecnologia per creare immagini di grande impatto estetico e emozionale, ma per favore non chiamiamola fotografia naturalistica.

Al cinema, durante la proiezione di Napoleone, a Waterloo abbiamo perso un po’ tutti, ci siamo emozionati, ma sapevamo che erano attori, non lo abbiamo chiamato documentario, ma cinema!

La fotografia di un airone non è detto che sia fotografia naturalistica, dipende dal come viene eseguita, e dal dove viene presentata. La definizione “fotografia naturalistica” appartiene ad un categoria specializzata del fotogiornalismo, con i suoi pregi ed i suoi difetti, con i sui vizi, le sue virtù… i suoi falsi, i suoi grandi reportages che hanno persino spostato l’opinione pubblica delle persone sui temi ambientali.

Non basta andare a spasso con il teleobiettivo o l’ottica macro a fare click per essere fotografi naturalisti, c’è una grande differenza fra un’immagine che ritrae un soggetto naturale ed una fotografia naturalistica, cosi come c’è grande differenza fra la fotografia di una manifestazione ed un reportage sociale.

Cosa fa la differenza? Innanzitutto l’approccio dell’autore, il tema e come viene svolto, il raccontare con l’immagine, come nella scrittura: ovvero se io scrivo un idiozia sulla Gazzetta di Scasazza non vuol dire che io sia un giornalista, perché ho pubblicato quattro frasi in un contenitore giornalistico… Come non sono un pittore se imbratto una tela, o uno chef se friggo un decongelato.

E’ un “fotografo naturalista” chi ha un approccio giornalistico e naturalistico ad una fotografia che ritrae soggetti naturali.

Il furto di fotografie: le tecniche e le conseguenze …

tineye-logoIl furto di fotografie: le tecniche e le conseguenze …

La pubblicazione di fotografie e immagini su Internet per molti fotografi, è un modo semplice e veloce per pubblicizzare il proprio lavoro, e di farsi conoscere. Pochi credono ma vi assicuro per esperienza che una buona visibilità sul web può portare ai “professionisti” affari e contatti significativi su base regolare! Il problema è che le nostre immagini vengono poi lasciate alla mercé di chiunque ne faccia richiesta, e spesso gli utenti non sono consapevoli (o dicono ignorare) che il web non è un servizio gratuito di immagine … e se ne servono!

Se ci sono tecniche per ridurre il furto di immagini su internet, rimangono limitate e non impediscono, qualunque sia il sistema utilizzato (gallerie Flash compreso),ai ladri di svolgere il loro sporco lavoro …

In tutto questo, la difficoltà principale è trovare le immagini con facilità, senza passare ore sul web!

Google Images: semplice ma poco efficace

Si tratta di uno strumento importante per la ricerca universale sul web, Google offre attraverso il suo strumento dedicato, di eseguire la ricerca per criteri diversi / parole chiave tutto ciò che è visualizzabile come un file bitmap: fotografie, diagrammi , disegni, ecc … Una ricerca su parole chiave correlate alle vostre immagini possono rilevare in pochi minuti, tutti i siti che usano le vs immagini senza permesso.

Uno dei servizi è quello di consentire la ricerca con Google Images per tutte le immagini ospitate su un determinato settore, indicizzato nel suo database. Un uso comune è quello di rilevare in modo molto semplice, hotlink alle immagini. Questo viene fatto semplicemente usando il termine di ricerca: Site: www.vostro-sito.com , è il server in cui sono ospitate le vostre immagini.

Ma lo strumento ha i suoi limiti, non ultimo: è obbligatorio che le immagini siano indicizzate su Google Images (che non è dato!) Attraverso il rilevamento di hotlinking, in particolare, che le immagini utilizzate dai “ladri” siano anche loro li!

TinEye, il futuro nella tutela delle immagini!

TinEye è un servizio molto innovativo, di solito infatti, utilizzando specifici motori di ricerca, siamo abituati a digitare un termine per cercare così le immagini sulla base di parole chiavi, metadati, ecc.

Questo servizio capovolge il concetto basandosi su una tecnologia avanzata di identificazione delle immagini per cui caricando una immagine presente nel proprio PC o indicando la URL se invece è presente in internet, va in cerca di siti web dove si trovano immagini uguali o simili.

Ci offre quindi i risultati mostrandoci una miniatura dell’immagine che ha trovato in internet, con possibilità di comparazione ed indicazione del formato, dimensione, peso ed il link del sito web dove si trova.

Con l’estensione Firefox poi, abbiamo una nuova voce nel menù contestuale per cui basterà fare click destro del mouse su una immagine per aprire una nuova pagina con le immagini simili.

Un servizio che può essere utile a diversi scopi, come ad esempio sapere il nome di un personaggio di cui abbiamo la foto ma non sappiamo altro, sapere se le immagini sono utilizzate in altri siti, per ricerche varie e molto altro.

Sito: TinEye

Avete capito: è uno strumento straordinario, che non solo rivoluzionerà il lavoro di fotografi e designer nel controllo dei diritti d’autore, ma anche consente alle agenzie di verificare facilmente in pochi click, se una fotografia è già utilizzata o meno.

la copia illegale di immagini diventerà uno sport rischioso per chi lo pratica … in ogni caso, negli “Stati” di diritto che tutelano il copyright