Iso alti… Il buio rivelato
di Fabio Liverani, Mirko Sotgiu
Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo da come la usa.
(Ernst Haas; 1921 – 1986, fotografo austriaco).
Le nuove reflex digitali di fascia alta e medio alta tipicamente full-frame offrono davvero nuove opportunità fotografiche di rilievo, la possibilità di alzare gli ISO (la sensibilità del sensore alla luce) a livelli fino a poco tempo fa impensabili mantenendo una qualità ottima fino a 1200, buona anche a 3.200 e davvero incredibile: accettabile persino a 6.400 (dipende in fondo dalle dimensioni di stampa finale).
Abbiamo avuto modo di testare a fondo la nuova Nikon D3s in Sri Lanka per un reportage che vedrete a breve su queste pagine. Il servizio descrive l’abitudine crepuscolare di alcune specie, l’uso di una macchina full-frame da 12Mpix si è rivelata non troppo problematica per le riprese, grazie alla possibilità di aumentare gli Iso senza generare eccesivo “rumore”, il disturbo tipico che si manifesta aumentando la sensibilità del sensore alla luce. Il rumore è assimilabile alla vecchia “grana” della pellicola, ma più sgradevole, in quanto quest’ultima era divenuta ormai codificata come linguaggio e accettata come caratteristica, in pratica agli occhi del lettore era immediatamente assimilata come “linguaggio” fotografico dettato dalle condizioni di scarsa luminosità o anche per scelta espressiva.
Il rumore digitale, più sgradevole esteticamente della grana per motivi, uno: “epocali”, ovvero il digitale è una cosa relativamente recente e il rumore da esso generato in condizioni di alta sensibilità non ancora codificato come linguaggio, e due: a causa della scarsa gradevolezza di un file “rumoroso” che effettivamente è brutto, a differenza della grana il rumore digitale è una variazione di tono e cromia dei pixel il che rende totalmente innaturale l’immagine. Oggi possiamo alzare moltissimo la sensibilità, le nuove macchine in commercio offrono un ampia possibilità di variazione degli iso (tipicamente da 50 a 25.000iso), questa incredibile gamma di sensibilità salta quello che fino a poco tempo fa era il limite per il fotografo naturalista, ovvero realizzare immagini in situazioni di crepuscolo se non quasi di buio, oppure di utilizzare tempi rapidi di posa impensabili con luce ambiente per fermare attimi di 1/4000s.

all’imbrunire una coppia di leopardi si gode il fresco della sra, 6400 Iso, nikon D3 S, 300 mm F. 4 più moltiplicatore di focale 1, 7 x; 1/200 F 6, 7 bean bags
L’avvento di nuovi sensori full-frame e processori di segnale il fastidioso rumore a parità di iso di reflex delle precedenti generazioni. Pensate a questo punto cosa può diventare accessibile ad iso elevati come 1600 o 3200, fino a poco tempo fa si pensava alle pellicole ad alta sensibilità a 400/800iso, ora ciò che prima sarebbe risultato mosso (per via del tempo di posa troppo prolungato) o sottoesposto, diventa rappresentabile. Cosi si possono ottenere immagini nitide sul comportamento animale al crepuscolo o notturno come la coppia di leopardi nella foto qui a lato, ma ci si può spingere oltre. Pensate ad una goccia che cade o le ali di un insetto in volo, poco tempo fa si poteva bloccare azioni del genere solo in condizioni particolari, controllate e con un discreto numero di flash depotenziati, in modo da ottenere un lampo flash rapidissimo e una quantità di luce a idonea per l’esposizione agli iso impostati. Procedimento assai costoso e non sempre di facile attuazione specie se ci troviamo in ambiente. Ora con la possibilità di iso elevati anche fino a 6.400 possiamo fermare per esempio il momento in cui una goccia colpisce uno specchio d’acqua bloccandola nel momento in cui si forma la corona e piccole goccie vengono proiettate a campana attorno al punto di contatto, questo con l’uso della semplice luce solare e il diaframma idoneo per avere a fuoco l’intera cinconferenza. Possiamo dedurre oramai arrivati a sensori con più 12 fino a 24 megapixel, a fare la differenza sulla nitidezza e la dimensione stampabile di un’immagine è la capacità del sistema sensore/processore a ricevere ed elaborare il segnale ricevuto, quindi la sua sensibilità e rumore intrinseco e non il suo numero di fotositi. Occorre quindi nella scelta di un corpo macchina orientarsi su sensori con un buon rapporto fra megapixel e rumore a sensibilità elevate (tipicamente fra 1600/3200iso), un numero estremamente elevato di Mpix non per forza è qualitativamente migliore ad iso elevati rispetto ad un sensore di minore risoluzione.



