Aria di primavera aria di macrofotografia, molti appassionati dopo il letargo invernale si destano e cominciano a pulire le ottiche dedicate per iniziare una nuova stagione alla scoperta del micro mondo.
Tra le tante opzioni che la natura ci riserva, tanto vale parlare di alcuni insetti che fan gola a molti macrofotografi a causa dei loro colori sgargianti e della difficoltà nel riprenderli durante le loro acrobazie… a chi mi riferisco?

- Sympetrum fonscolombii
Agli Odonati, volgarmente conosciuti come “libellule” dal latino “libra” o bilancia, sono un ordine di insetti dal corpo snello, suddiviso in capo, trace e addome. Hanno due paia di ali con una rete di venature molto complessa. Occhi composti molto grandi. Antenne corte e poco apparenti.
Gli odonati si definiscono insetti anfibiotici in quanto hanno uno stadio larvale acquatico e uno stadio adulto terrestre.
Il termine odonata deriva dal greco e significa “provvisto di denti”, in quanto questi insetti sono provvisti di un buon apparato masticatore.

- Orthetrum albistylum
Gli adulti in buona parte ottimi volatori hanno il capo globoso o sviluppato lateralmente, molto mobile. Son presenti occhi emisferici assai grandi costituiti da ommatidi oltre alla presenza di tre ocelli che sono occhi composti che reagiscono all’intensità della luce e percepiscono la luce polarizzata. Sul capo si trovano anche le antenne, seppur brevi costituite da 4-7 articoli e infine l’apparato boccale masticatore.
Il torace è sagomato in modo caratteristico, con protorace piccolo e mesotorace e metatorace fusi fra loro e sviluppati obliquamente dal basso in alto e dall’avanti all’indietro con conseguenza, che l’inserzione delle zampe risulta spostata molto in avanti e quella delle ali molto indietro rispetto all’asse centrale. Le zampe sono usate per posarsi e per trattenere il cibo.
Le ali sono grandi, membranose, trasparenti o colorate con macchie vistose, e sorrette da nervature robuste e complesse. Le ali degli odonati possono muoversi indipendentemente l’una dall’altra, essendo dotate di muscolatura propria, ciò permette alle libellule di cambiare direzione in maniera brusca e improvvisa e oltre a muoversi all’indietro.
L’addome è costituito da 10 segmenti ha forma cilindrica o leggermente depressa e termina con un paio di cerci che nel maschio sono trasformati in una sorta di pinza atta a trattenere la femmina al capo o al protorace durante l’accoppiamento. I maschi, inoltre, ventralmente al secondo e terzo segmento addominale possiedono un apparato copulatore secondario mentre le femmine, in posizione sub-terminale, un robusto ovopositore atto a perforare substrati vegetali, che tuttavia può essere ridotto o mancare del tutto.
L’accoppiamento solitamente avviene dopo un corteggiamento da parte del maschio oppure dopo una vera e propria cattura della femmina. Il maschio prima dell’accoppiamento trasferisce lo sperma dall’orifizio genitale, situato al nono segmento addominale, agli organi del secondo apparato copulatore posto tra il secondo e terzo segmento e in fine si muove alla ricerca della femmina. Il corteggiamento o la cattura termina quando il maschio riesce ad afferrare la femmina sulla nuca per mezzo dei cerci addominali posti sul decimo segmento. La femmina, curva il corpo fino a che l’estremità del suo addome fino a raggiunge gli organi riproduttori del maschio e riceve lo sperma. Anche dopo l’accoppiamento spesso si vedono coppie di odonati volare in “tandem” e per sino durante l’ovodeposizione il maschio continua a trattenere la femmina per la nuca al fine di assicurarsi che nessun maschio possa fecondare nuovamente la femmina.
La deposizione delle uova può avvenire in vario modo. In acqua libera, la femmina immerge in acqua l’addome con movimenti ritmici, altre depongono le uova dentro i tessuti di piante acquatiche, nel fango, sul terreno o sotto la corteccia degli arbusti nelle vicinanze dell’acqua. Dall’uovo fuoriescono le larve o “neanidi” che sono prive di ali. Le neanidi compiono cinque mute prima di trasformarsi in ninfe. Durante gli stadi larvali le neanidi vivono aggrappate alla vegetazione acquatica, sul fondo o infossati nel fango respirando per mezzo di tracheobranchie poste all’estremità posteriore dell’addome o per mezzo di tracheobranchie cloacali.
Durante lo stadio giovanile, gli odonati, possiedono un caratteristico apparato boccale detto maschera, in quanto il labbro inferiore detto labium è allungato e ripiegato sotto il capo e va a nascondere il resto della faccia. La parte distale del labium ha una forma più o meno triangolare, e possiede due uncini, a loro volta articolati. In presenza di cibo il labium viene estroflesso con incredibile rapidità afferrando la preda con i palpi e portata alla bocca dove viene divorata. Le larve di odonati predano invertebrati acquatici, ma le specie più grandi possono nutrirsi anche di girini e piccoli pesci.
La durata della vita larvale dipende molto dalla temperatura ambientale e dalla disponibilità di cibo, solitamente il ciclo vitale di una larva può durare da uno a cinque anni.
Quando la larva giunge alla fine del suo ciclo vitale si arrampica sullo stelo di una pianta dove avviene la muta; l’astuccio larvale si rompe liberando prima il capo e il torace e in fine l’addome, durante questa fase le ali ripiegate su se stesse si distendono e si asciugano.
In Europa si trovano 113 specie diverse di Odonati, di cui ben 91 in Italia, che sono suddivise in due sottordini facilmente distinguibili, gli Zygoptera (= ali simili) e gli Anisoptera (= ali diverse).

- Sympecma fusca
Il sottordine Zygoptera è composto da quegli odonati, chiamati spesso damigelle, presentano corpo esile e sono poco dotati nel volo, a riposo le ali sono tenute chiuse e adagiate all’indietro sull’addome. Le ali anteriori e quelle posteriori sono praticamente identiche. Il corpo è sempre di forma cilindrica e sottile, il capo presenta una forma a martello in quanto gli occhi prominenti verso i lati e ben separati tra loro.
In Italia sono presenti circa 80 specie suddivise in 4 famiglie Calopterygidae, Lestidae, Platycnemididae e Coenagrionidae.
Il sottordine Anisoptera, presenta un corpo massiccio di forma cilindrica o leggermente depresso, le ali anteriori sono più sviluppate di quelle posteriori, caratteristica che implementa l’abilità di volo, le ali a riposo rimangono ampiamente distese. Il capo è di forma sferoidale e gli occhi sono uniti.
In Italia sono presenti 5 famiglie; Aeshnidae, Gomphidae, Cordulegasteridae, Corduliidae e Libellulidae.
Dopo questo spiegone sulla biologia degli odonati terminerò con una curiosità per l’aspirante macrofotografo; molti odonati sono territoriali, ovvero vanno ad occupare un’area stabilmente, utilizzandola con fini di accoppiamento o di caccia e scelgono come roccaforte un rametto o uno stelo d’erba. Detto questo, appostandosi nei pressi del posatoio e armandosi di molta pazienza non sarà difficile riprendere la libellula tra un volo di ricognizione e l’altro.
fonti:
Guida agli insetti d’Europa - “Franco Muzio Editore”
Serie quaderni Habitat: Risorgive e fontanili - “Ministero dell’ambiente e tutela del territorio”