La geometria
La fotografia è ovviamente bidimensionale, il mondo invece è a tre dimensioni. Trasferendo l’immagine che noi percepiamo da tre dimensioni del reale a due della fotografia, dobbiamo portare molta attenzione alle geometrie che si vengono a formare nell’immagine. Possiamo sfruttare la prospettiva per “guidare” l’attenzione del lettore verso il soggetto principale, sfruttare la composizione per invitare lo sguardo del lettore verso il soggetto, seguendo magari un determinato percorso: la geometria di un’immagine, i punti di forza, sono parte di un linguaggio comune in tutte le espressioni grafiche, aiutano il lettore a non vagare con lo sguardo, ma a soffermarsi sul punto di reale interesse e a leggere correttamente la nostra immagine.

La profondità di fuoco
Molti credono che avere molta profondità di fuoco, più spesso ed erroneamente definita profondità di campo, sia la scelta migliore. In realtà questa scelta è determinante e serve ad isolare maggiormente o in maniera minore lo sfondo e può agire creativamente sull’immagine. Scarsa profondità di fuoco è fondamentale ad enfatizzare il soggetto creando un alone di sfocato sullo sfondo, tecnica utilizzata ad esempio nel ritratto classico, enfatizzata dall’uso di un medio tele obiettivo. A seconda della focale utilizzata avremo in modo inversamente proporzionale alla sua lunghezza una minore o maggiore profondità di campo.
Tempi di esposizione
Ai fini creativi e compositivi, e non ultimo di comunicazione dell’immagine che vogliamo realizzare, un mezzo espressivo a nostra disposizione è la scelta del tempo di esposizione. Possiamo scegliere se “congelare” il movimento di un soggetto, per esempio una figura in corsa o l’acqua di una cascata, oppure se vogliamo renderlo mosso impiegando un tempo di esposizione lungo, magari fissando la fotocamera sul treppiede, oppure se vogliamo eseguire un mosso con la fotocamera in mano, o un “panning”, cioè ruotare la fotocamera alla stessa velocità del soggetto ottenendo un sfondo mosso e il soggetto il più inciso possibile. I tempi di esposizione sono fondamentali per esaltare tutte quelle situazioni dove il movimento fa parte del soggetto.

Conclusioni
Abbiamo visto che attraverso obiettivi, luce, esposizione e una buona posizione dove scattare e porre il soggetto, è possibile esaltare un aspetto od un altro dell’inquadratura. Con le nostre scelte noi comunichiamo ciò che in quel momento ci ha colpito. Si presenta un interessante paradosso: come noi comunichiamo è più importante di ciò che comunichiamo. Esempio: sono ad una festa, afferro la chitarra e mi metto a cantare una canzone che piace a tutti, proprio a tutti, ma siccome sono stonato rischio seriamente il linciaggio. E’ successa una cosa semplice: il modo di presentare il concetto, quindi il modo di comunicare, era malfatto, di conseguenza ciò che cantavo era di scarsa rilevanza. Significa che è inutile che noi fotografiamo male il più bel soggetto del mondo. Avrebbe cento volte più valore una bella immagine di un soggetto banale (dal punto di vista estetico). Significa che il modo di presentare un concetto è più importante del concetto stesso. Conoscere a fondo tecnica e composizione in fondo non è che l’inizio, la base per realizzare un’ottima fotografia ma non basta. Se vogliamo ottenere un risultato dobbiamo perseguirlo sia tecnicamente che culturalmente in poche parole essere padroni sia del contenuto sia della forma saper vedere bene fotograficamente e conoscere cosa stiamo fotografando.