Scioglimento del Permafost influisce sul riscaldamento globale

Ph. @Mirko Sotgiu

Ghiacci alla deriva nell'artico - Ph. @Mirko Sotgiu

Un team di ricercatori internazionali guidato dagli scienziati dell’Università dell’Alaska, Natalia Shakhova e Igor Semiletov annunciano che una sezione del fondale del Mare Artico che contiene vaste quantità di metano mostra segni di instabilità e inizia a rilasciare nell’atmosfera il gas.

L’equipe del dottor Semiletov, che eseguono ricerche da circa 20 anni sui fondali della piattaforma artica della Siberia orientale, ha pubblicato uno studio del 2010 i cui risultati sono anche stati pubblicati il 5 marzo su Science, mostrano che il permafrost del Mare Artico a Nord Est della Siberia, considerato una barriera impermeabile per il metano sottostante, inizia a perforarsi e a rilasciare grandi quantità di metano nell’atmosfera.

Il rilascio anche solo di una frazione del metano conservato sotto quei fondali potrebbe innescare un immediato riscaldamento dell’atmosfera.

Il Mare Artico a Nord Est della Siberia è un’area ricca di metano che riveste più di 2 milioni di chilometri quadrati di Mare del Nord, quindi una superficie tre volte più grande della vicina tundra siberiana, che era stata considerata, prima di questo studio, come la principale sorgente di metano nell’Emisfero Nord.

Sulle coste della Siberia nord-orientale segni del permafrost melting - ph. Mirko Sotgiu

Natalia Shakhova, ricercatrice all’UAF International Arctic Research Center , dichiara che : “la quantità di metano che attualmente fuoriesce dal Mare Artico a Nord Est della Siberia è comparabile con la quantità che viene rilasciata da tutti gli oceani della Terra. Il permafrost sottomarino sta perdendo la sua capacità di essere un mantello impermeabile.”

“Il rilascio in atmosfera di solo l’1% del metano che si pensa sia contenuto nel sottile strano di depositi organici potrebbe alterare l’attuale contenuto del gas in atmosfera da 3 a 4 volte gli attuali, con conseguenze per il clima difficili da predire.”

Shakhova, Semiletov e collaboratori da 12 diverse istituzioni di 5 paesi hanno pianificato di continuare i loro studi nella regione, tracciando le sorgenti di metano e prelevando nel fondo marino campioni di permafrost, per capire meglio quanto metano vi sia imprigionato.

 

Fonti bibliografiche:

Science
Natural Science Foundation

Fonti varie