Presentata la nuova Nikon D4

Dopo mesi di rumors dai più vicini alla realtà alle notizie di pura fantasia, finalmente Nikon presenta il nuovo modello di ammiraglia dopo la D3s e D3x, la Nikon D4.

Smentiti i rumors dei 36Mpix la D4 monta un sensore da 16,2Mpix più che idoneo e versatile per tutti gli usi professionali, il corpo si presenta come per tutta la serie Pro di Nikon robusto ed ergonomico. Ci sono novità non solo elettroniche ma anche ergonomiche, la D4 presenta due jog sul retro, è stata implementato il Liveview con comandi personalizzabili. Anziché ruotare la ghiera di comando è possibile adesso utilizzare l’apertura del diaframma motorizzata, che consente un controllo più fine dell’apertura, mediante i pulsanti programmabili siti nella parte anteriore della fotocamera. Tutti i controlli sono retro illuminati per un utilizzo più semplice ed intuitivo al buio.
Il nuovo sensore a pieno formato FX e il processore EXPEED 3 offrono una qualità maggiore di immagine ad alti iso (la D4 lavora da 100iso a 12800 espandibile).

Novità anche per la parte video, con maggiore controllo sia della velocità di ripresa (30p, 25p, 24p) a risoluzione Full HD 1080 e 60p, 50p, 25p a 720p, l’uscita hdmi è utilizzabile anche in registrazione su sistemi di registrazione esterni, quindi la Nikon D4 a tutti gli effetti inizia ad entrare in una fascia di mercato più interessante per le produzioni low-cost in formato High Definition. Come per gli altri modelli la D4 ha un ingresso microfonico esterno.

La nuova ammiraglia di casa Nikon, da lungo attesa, dovrebbe soddisfare a pieni voti la richiesta dei professionisti, non ci resta che averne in mano un modello per provarlo sul campo.

Pubblichiamo a seguito le altre caratteristiche dal comunicato stampa ufficiale Nital.

Modi multi-area: la registrazione in Full HD (1080p) è possibile sia nel formato FX che DX, così come nel formato ridotto Full HD nativo (1920×1080).

Controllo audio ad alta fedeltà: in risposta alle esigenze professionali dei fotografi/video-maker, la D4 introduce nuove possibilità per la registrazione audio, utili a garantire la massima qualità sonora, oltre che video, nei filmati. A parte l’ingresso per microfono stereo esterno, l’uscita audio per le cuffie consente di perfezionare e monitorare l’audio separatamente.

Riconoscimento avanzato delle scene con il sensore RGB da 91.000 pixel: il rivoluzionario sistema avanzato di riconoscimento scena di Nikon incorpora un sensore RGB da 91.000 pixel di nuova generazione in grado di analizzare meticolosamente ogni scena e garantire una precisione straordinaria.

L’inseguimento AF in 3D-subject tracking è nettamente migliorato e consente il “puntamento” anche su soggetti di piccole dimensioni. I visi delle persone vengono rilevati con una precisione sorprendente, anche quando si lavora solo con il mirino ottico. Questo livello di analisi dettagliata della scena viene utilizzato come supporto per una messa a fuoco ed un’esposizione automatiche più precise, anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Modulo sensore Multi-CAM 3500FX AF avanzato: il celebre sistema Nikon Multi-CAM 3500FX AF, con impostazioni di copertura a 9, 21 e 51 punti selezionabili o configurabili singolarmente, è stato riprogettato per aumentare la rapidità di rilevamento del soggetto.

Il modulo e gli algoritmi del sensore autofocus migliorano in modo significativo la sensibilità dell’acquisizione in condizioni di scarsa illuminazione fino a -2 EV (ISO 100, 20 °C/68° F). Per la prima volta tutti i 51 sensori AF, di cui 15 a croce, sono estremamente reattivi con qualsiasi obiettivo NIKKOR AF fino a f/5.6!

Potenti sensori AF compatibili fino a f/8: la Nikon D4 mantiene tutta la potenza degli 11 sensori AF centrali che analizzano la fase su due assi, anche se il valore di luminosità combinato arriva a f/8. Un grande aiuto per chi scatta foto sportive o naturalistiche, perché consente di raggiungere un nuovo livello di rilevamento combinando, ad esempio, un obiettivo NIKKOR AF 600 mm f/4 e un moltiplicatore NIKKOR 2.0x. Se il valore di apertura combinato si attesta tra f/5.6 e f/8, è possibile sfruttare la potenza dei 15 sensori AF centrali, di cui 9 a croce.

Otturatore in materiale composito di Kevlar e fibra di carbonio di nuova concezione: il nuovo e resistente otturatore garantisce un ciclo di vita testato su 400.000 scatti, con un tempo di posa massimo che va da 1/8000 a 30 secondi e sincronizzazione flash sincro-X fino a 1/250. La Nikon D4 dispone, inoltre, di un sistema di monitoraggio intelligente per auto-diagnostica dell’otturatore e di un’unità di comando per la riduzione del consumo energetico, attiva quando l’otturatore è sollevato per lunghi periodi di tempo durante la registrazione di filmati.

Risposta rapida: tempo di avvio di circa 0,12 secondi1, ritardo allo scatto ridotto a circa 0,042 secondi2 (equivalenti a quelli della D3S), con velocità di scatto di 11 fps in formato FX e in tutte le modalità di ritaglio formato.

Supporti di memorizzazione: la Nikon D4 è dotata di due slot per schede: uno per le schede CF (UDMA 7) ad alta velocità e uno per le innovative schede XQD.

Connettività: un potente sistema di controllo e comunicazione dei dati rende più rapidi e semplici i trasferimenti di file su rete LAN cablata e wireless. Il supporto Ethernet e LAN wireless è disponibile grazie al nuovo trasmettitore senza cavi WT-5 compatto, con collegamento HTTP e FTP, e consente lo scatto simultaneo di più fotocamere dotate di sistema WT-5. Per la prima volta, nel corpo camera è integrato il collegamento LAN cablato.

Sempre all’altezza
Ogni millisecondo può davvero essere decisivo e la migliorata disposizione dei comandi della D4 aiuta i fotografi a reagire prontamente, anche in situazioni in rapida evoluzione.

Controllo orizzontale e verticale intuitivo: gli orientamenti di ripresa verticale ed orizzontale hanno controlli distribuiti in modo identico per trasformare la fotocamera in un prolungamento della mano in ogni condizione di scatto.

Selezione del modo area AF e AF semplificata: è ora possibile, senza spostare l’occhio dal mirino.

Monitor LCD di precisione da 8 cm (3,2 pollici) e 921.000 punti con visione grandangolare e controllo automatico della luminosità. Garantisce una visualizzazione immagini nitida e brillante con una capacità di riproduzione colore molto più estesa. La luminosità dello schermo LCD viene regolata automaticamente in base all’ambiente di visualizzazione e durante la riproduzione è possibile ingrandire le immagini fino a 46x, funzione molto utile per la conferma spot focus.

Mirino ottico con prisma in vetro: offre il 100% di copertura dell’inquadratura e ingrandimento di 0,7x (50 mm f/1.4 impostato su infinito, -1.0 m-1). La configurazione a proiezione arretrata dell’oculare dei mirini Nikon è ben nota per ridurre al minimo lo sforzo visivo quando si utilizza la fotocamera per lunghi periodi di tempo.

Orizzonte virtuale elettronico a doppio asse: controllando il monitor LCD o il mirino si può capire se la posizione della fotocamera in relazione al piano orizzontale e l’orientamento alto/basso (rotazione avanti o indietro) è corretta.

Accesso diretto ai controlli immagine Picture Control: grazie a un nuovo pulsante dedicato, non è più necessario aprire il menu. I Picture Control consentono di personalizzare gli scatti e i filmati regolando parametri quali nitidezza, saturazione e tonalità.

Controllo completo del flusso di lavoro
La velocità è indubbiamente la prima caratteristica che gli ingegneri Nikon avevano in mente quando hanno progettato e realizzato la D4, ma è indubbio che questo straordinario prodotto ha molte altre qualità. La versatilità, per esempio, che va a braccetto, oltre che con la rapidità, anche con opzioni di controllo in grado di offrire effettivi vantaggi quando il tempo rappresenta una priorità.

Filmati accelerati: la Nikon D4 estende la celebre funzione di fotografia time-lapse salvando immagini come file video. Con tempi di riproduzione da 24 a 36.000 volte più veloci del normale.

Effetto HDR (High Dynamic Range): si ottiene realizzando un’immagine sovraesposta e una sottoesposta di un’unica inquadratura. La gamma può essere ampliata fino a 3 EV per ottenere diversi effetti, livelli di saturazione e gradazioni di tonalità, mentre l’uniformità dell’area d’intersezione dove le esposizioni si uniscono può essere regolata per una maggiore naturalezza.

Controllo minuzioso della temperatura colore: consente di intervenire in modo preciso sul bilanciamento del bianco. È possibile regolare le tonalità del monitor per il Live View e il bilanciamento del bianco dell’immagine scattata affinché siano assolutamente in linea. La temperatura colore può essere impostata manualmente con incrementi di 10 Kelvin o unità Mired.

Quattro opzioni di area immagine: è possibile scegliere tra diverse modalità di ritaglio formato, tutte con relativa maschera visibile nel mirino, 5:4 (30,0 x 24,0 mm), 1,2x (30,0 x 19,9 mm) e formato DX (23,4 x 15,6 mm).

Modifica immagini incorporata: le immagini e i filmati salvati possono essere modificati e ritoccati direttamente nella fotocamera senza perdere neanche un attimo, se necessario. I menu di ritocco comprendono una serie di utili funzioni, come sviluppo RAW/NEF, ridimensionamento, controllo della distorsione e della prospettiva, per citarne solo alcune. Inoltre, consente di indicare simultaneamente il punto di inizio e fine dei filmati per poi salvarli in modo più efficiente.

Mirko Sotgiu e Alessio Di Leo

 

Fotografare ad alti ISO

Iso alti… Il buio rivelato

di Fabio Liverani, Mirko Sotgiu

Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo da come la usa.
(Ernst Haas; 1921 – 1986, fotografo austriaco)
.

Le nuove reflex digitali di fascia alta e medio alta tipicamente full-frame offrono davvero nuove opportunità fotografiche di rilievo, la possibilità di alzare gli ISO (la sensibilità del sensore alla luce) a livelli fino a poco tempo fa impensabili mantenendo una qualità ottima fino a 1200, buona anche a 3.200 e davvero incredibile: accettabile persino a 6.400 (dipende in fondo dalle dimensioni di stampa finale).

mercato della frutta presso Hikkaduwa, iso 4.000 nikon D3s, 24 – 70 mm F 2, 8; 1/100 F4 a mano libera

Abbiamo avuto modo di testare a fondo la nuova Nikon D3s in Sri Lanka per un reportage che vedrete a breve su queste pagine. Il servizio descrive l’abitudine crepuscolare di alcune specie, l’uso di una macchina full-frame da 12Mpix  si è rivelata non troppo problematica per le riprese, grazie alla possibilità di aumentare gli Iso senza generare eccesivo “rumore”, il disturbo tipico che si manifesta aumentando la sensibilità del sensore alla luce. Il rumore è assimilabile alla vecchia “grana” della pellicola, ma più sgradevole, in quanto quest’ultima era divenuta ormai codificata come linguaggio e accettata come caratteristica, in pratica agli occhi del lettore era immediatamente assimilata come “linguaggio”  fotografico dettato dalle condizioni di scarsa luminosità o anche per scelta espressiva.
Il rumore digitale, più sgradevole esteticamente della grana per motivi, uno: “epocali”, ovvero il digitale è una cosa relativamente recente e il rumore da esso generato in condizioni di alta sensibilità non ancora codificato come linguaggio, e due:  a causa della scarsa gradevolezza di un file “rumoroso” che effettivamente è brutto, a differenza della grana il rumore digitale è una variazione di tono e cromia dei pixel il che rende totalmente innaturale l’immagine.  Oggi possiamo alzare moltissimo la sensibilità, le nuove macchine in commercio offrono un ampia possibilità di variazione degli iso (tipicamente da 50 a 25.000iso), questa incredibile gamma di sensibilità salta quello che fino a poco tempo fa era il limite per il fotografo naturalista, ovvero realizzare immagini in situazioni di crepuscolo se non quasi di buio, oppure di utilizzare tempi rapidi di posa impensabili con luce ambiente per fermare attimi di 1/4000s.

all’imbrunire una coppia di leopardi si gode il fresco della sra, 6400 Iso, nikon D3 S, 300 mm F. 4 più moltiplicatore di focale 1, 7 x; 1/200 F 6, 7 bean bags

all’imbrunire una coppia di leopardi si gode il fresco della sra, 6400 Iso, nikon D3 S, 300 mm F. 4 più moltiplicatore di focale 1, 7 x; 1/200 F 6, 7 bean bags

L’avvento di nuovi sensori full-frame e processori di segnale il fastidioso rumore a parità di iso di reflex delle precedenti generazioni. Pensate a questo punto cosa può diventare accessibile ad iso elevati come 1600 o 3200, fino a poco tempo fa si pensava alle pellicole ad alta sensibilità a 400/800iso, ora ciò che prima sarebbe risultato mosso (per via del tempo di posa troppo prolungato) o sottoesposto, diventa rappresentabile. Cosi si possono ottenere immagini nitide sul comportamento animale al crepuscolo o notturno come la coppia di leopardi nella foto qui a lato, ma ci si può spingere oltre. Pensate ad una goccia che cade o le ali di un insetto in volo, poco tempo fa si poteva bloccare azioni del genere solo in condizioni particolari, controllate e con un discreto numero di flash depotenziati, in modo da ottenere un lampo flash rapidissimo e una quantità di luce a idonea per l’esposizione agli iso impostati. Procedimento assai costoso e non sempre di facile attuazione specie se ci troviamo in ambiente. Ora con la possibilità di iso elevati anche fino a 6.400 possiamo fermare per esempio il momento in cui una goccia colpisce uno specchio d’acqua bloccandola nel momento in cui si forma la corona e piccole goccie vengono proiettate a campana attorno al punto di contatto, questo con l’uso della semplice luce solare e il diaframma idoneo per avere a fuoco l’intera cinconferenza. Possiamo dedurre oramai arrivati a sensori con più 12 fino a 24 megapixel, a fare la differenza sulla nitidezza e la dimensione stampabile di un’immagine è la capacità del sistema sensore/processore a ricevere ed elaborare il segnale ricevuto, quindi la sua sensibilità e rumore intrinseco e non il suo numero di fotositi. Occorre quindi nella scelta di un corpo macchina orientarsi su sensori con un buon rapporto fra megapixel e rumore a sensibilità elevate (tipicamente fra 1600/3200iso), un numero estremamente elevato di Mpix non per forza è qualitativamente migliore ad iso elevati rispetto ad un sensore di minore risoluzione.

goccia d'acqua, iso 3200, Nikon D700 - 105mm macro f16 1/4000s su cavalletto
goccia d’acqua, iso 3200, Nikon D700 – 105mm macro f16 1/4000s su cavalletto