Tecniche fotografiche: La composizione

Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo! E già siete sul terreno di chi pensa che tuttociò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna:o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la secondaalla pazzia.”(Italo Calvino, L’avventura di un fotografo)

La composizione

Cosa rende un’immagine una bella immagine? La realizzazione tecnica e soprattutto la composizione, che vanno di pari passo, in quanto l’una non può prescindere dall’altra.

“Spesso la composizione è davvero il mezzo migliore che un fotografo ha a disposizione per mostrare la complessità della vita; la struttura di un’ immagine può suggerire la forma che diviene bellezza”. (Robert Adams)

Testo e fotografie di Fabio Liverani e Mirko Sotgiu

Che cos’è la composizione? Semplice: tutte le scelte creative applicate dal fotografo al momento dello scatto: la posizione da cui scattare l’immagine, il momento, la scelta della posizione in relazione non solo al soggetto ma allo sfondo, la scelta dell’angolo di campo dell’ottica, l’inclinazione della fotocamera e di conseguenza la prospettiva. Queste scelte sono riassumibili nell’inquadratura. Altre scelte determinanti sono più “tecniche”: ad esempio la scelta dei tempi e dei diaframmi, fondamentali per decidere cosa debba essere a fuoco e cosa no, per realizzare un immagine mossa o ben incisa. Vediamole una per una…
Vedere fotograficamente
Ciò che può apparire bello visivamente, spesso trasferito su pellicola o sensore non lo è. Chi nella propria vita non si è imbattuto in scenari da favola che poi una volta sviluppati non catturano lo sguardo? Vedere fotograficamente consiste nel saper mettere ordine all’interno della scena fotografata. La fotografia spesso è un esercizio a eliminare elementi di disturbo dall’inquadratura, elementi che distraggono dal soggetto e dalla comunicazione di quella determinata immagine, non ad aggiungerne altri che possano portare confusione all’interno dell’immagine. Scelta fondamentale è anche quel tipo di luce, sole, cielo nuvoloso, notte, l’orario è molto importante. La scelta può cadere anche sull’uso anche unitamente alla luce diurna della luce artificiale continua o flash; le scelte applicabili sono pressoché infinite.

Per capire come comporre conviene da subito fissare alcuni elementi fondamentali:

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Il soggetto

Il soggetto è sicuramente la parte più importante dell’immagine, quella su cui è basato tutto il discorso di scelte e applicazioni della composizione; il soggetto dovrebbe essere il centro della nostra attenzione, le scelte andrebbero fatte in base ad esso. Tutta la comunicazione dell’immagine ruota attorno al soggetto: la relazione fra soggetto, tutto ciò che sta attorno e lo sfondo è fondamentale, ragioniamoci prima di “scattare”.

Lo sfondo

Per sfondo si intende quella parte di immagine che sta non solo dietro al soggetto ma anche davanti, se il soggetto riempie l’intera immagine la fotografia non ha sfondo. La leggibilità degli elementi dello sfondo è fondamentale nella comprensione del soggetto e di come questo si relaziona con gli elementi che lo circondano. Uno sfondo sfuocato o nitido cambia completamente il modo di lettura e la comunicazione di un’immagine.

ariaL’aria

Lo spazio davanti, dietro, sopra e sotto al soggetto è definito anche aria, generalmente si intende aria lo spazio di fronte e dietro lo sguardo di un soggetto animato, sia esso persona o animale. Generalmente è meglio che il soggetto abbia maggior “aria” in direzione del proprio sguardo, così facendo l’immagine assume maggior dinamismo. Il nostro sguardo tende a leggere l’immagine cercando proprio di osservare oltre al soggetto cosa esso stia facendo nella scena, dove guardi o in che direzione stia muovendosi. Non riuscire ad comporre in modo che l’aria dia questa possibilità di osservazione nel fruitore fa si che la nostra fotografia manchi di qualcosa, sia incompleta.

La regola dei terzi, teorie di composizione

Le teorie compositive servono a creare linee guida atte a creare immagini armoniose o più correttamente espressive; la più comune e impiegata è quella dei terzi, anche la più semplice. Se dividiamo il fotogramma in terzi, tracciando due linee verticali e due linee orizzontali, all’incrocio di queste quattro linee, dove si trovano i cosiddetti punti di forza o nodali, troviamo la collocazione ideale, in molti casi, della posizione del soggetto. Molti sistemano il soggetto principale nel centro del fotogramma, ma non è sempre questa la posizione più adatta, anzi il contrario. Un soggetto nel mezzo del fotogramma rende l’immagine piatta, a causa della simmetria. Diversamente, l’asimmetria suggerisce dinamismo. Un altro esempio: ipotizziamo l’immagine di un lago con l’orizzonte a metà fotogramma, come faccio a capire quale spazio il fotografo vuole portare alla mia attenzione? Hanno entrambi la stessa importanza nell’inquadratura, forse voleva comunicarmi: bello questo lago, ma bello anche il cielo. Non si decodifica il soggetto, l’ occhio gira, non trova un punto di interesse. Certo esistono casi in cui la linea dell’orizzonte a metà fotogramma è gradevole, esistono casi, non è la norma, non è così nella maggioranza dei casi. Attenzione: codificata la comunicazione della regola, codificata anche, e di conseguenza, la comunicazione dell’eccezione alla regola, e questo vale per tutti i punti che analizziamo.

continua 2° puntata…