di Mirko Sotgiu
“Come si parla alle piante carnivore? Con molto, molto rispetto.” anonimo.

- Utricolaria australis fiore
Si pensa che le piante carnivore siano tropicali, con delle foglie chiuse a conchiglia e provviste di setole simili a denti aguzzi, invece cosi non è. In italia abbiamo alcune specie di piante carnivore a seconda dei territori, altitudine e regioni, non sono facili da osservare e alcune sono piuttosto rare, fra queste troviamo le drosere, la Lahrea, le pinguicole e infine le utricolarie. Quella che vedete nella foto è una utricolaria australis, una pianta rara che cresce in acque ferme, acide , povere di nutrienti in zone pianeggianti e pedemontane. Proprio la povertà dei suoli e acque dove cresce è un vantaggio competitivo rispetto alle altre piante. Il fiore di per se non è molto vistoso e per osservarlo occorre entrare all’interno delle paludi (con le relative autorizzazioni, l’ambiente delle paludi è molto delicato e occorrono permessi e buona conoscenza per non arrecare danno alla fauna e la flora presente in questi delicati ecosistemi).
Il genere utricolaria è quello più grande in natura, ad oggi sono state censite 215 specie diverse che vivono in tutti i continenti esclusa l’Antartide. Le utricolarie sono piante altamente specializzate, ed è proprio questo il fattore più interessante, si nutrono di piccoli organismi come protozoi, rotiferi, ma le specie più grandi arrivano a catturare larve di zanzare fino a girini.

- Dettaglio di utricolaria australis, si nota lo sperone sotto i petalo più grande
Il fiore dell’utricolaria è di colore giallo composto da due petali asimmetrici simili a labbra di cui uno più piatto più grande. Il fiore che ricorda un po quello delle pinguicole si scorge fra i 5 e i 10cm da pelo dell’acqua sorretto da uno stelo lungo e robusto, la parte sul pelo dell’acqua poco più spessa funge da galleggiante. In certe stagioni la utricolaria australis può essere autogama (autoimpollinazione), ma la stessa pianta può può sfruttare l’impollinazione entomofila.
La parte più interessante di questa pianta non è visibile se non immergendosi. Se al di fuori sembra un esile fiore molto piccolo, sott’acqua crea un dedalo di rami e foglie che raggiungono anche il metro di lunghezza e si spargono attorno al fiore. Fra i rami attaccatti alle foglie possiamo individuare ciò che da il nome a questa specie ovvero gli utricoli (dal latino utriculus, piccola bottiglia), una delle strutture più complesse che esistano nel mondo vegetale.

- I rami, le foglie e gli utricoli dell’utricolaria australis

- Le trappole (utricoli)
Gli utricoli sono le trappole con le quali la pianta cattura le prede, il sistema è di tipo meccanico sfruttando un effetto di sottovuoto. Le sacche si trovano attaccate agli stoloni sott’acqua e le pareti sono sottili e semitrasparenti in grado di deformarsi per creare il sottovuoto. L’apertura dal quale viene aspirata la preda è piccola e chiusa mediante una mucillagine zuccherina che oltre a sigillare la bocca funge da esca per le prede. La dimensione degli utricoli nella utricolaria australis parte da 1mm fino a 3mm. Il sistema di pompaggio dell’uticolo è sempre attivo verso l’esterno espellendo l’acqua, cosi facendo si crea un sottovuoto e le sostanze che rimangono all’interno si concentrano fino a fermarsi per equilibrio della pressione osmotica “caricando” la sacca pronta poi, per risucchiare l’animale malcapitato. Le microscopiche setole che si trovano sul fondo della trappola non sono sensibili come troviamo in altre specie carnivore, ma fungono sostanzialmente da leve per far scattare la trappola carica. Basta l’urto delle setole per avviare il fenomeno meccanico di aspirazione (dovuta dal vuoto) con l’apertura della bocca e di conseguenza il risucchio di acqua all’interno dell’utricolo con la preda. La bocca si richiude rapidamente una volta che l’utricolo è pieno risigillandosi. L’intero meccanismo si svolge in circa un centesimo di secondo e la preda all’interno del’utricolo viene digerita dagli enzimi prodotti dalla pianta in qualche ora. Una volta terminata la digestione la trappola è di nuovo pronta in circa quindici minuti.

- Le foglie di utricolaria australis sott’acqua.

- Utricolaria australis ambiente e dimensioni della pianta

